Le schede single-board Banana Pi M2 Zero (BPI M2 Zero) sono una meraviglia che non si poteva evitare di spiegare, pur avendo già ospitato in questo sito un articolo su di loro per una descrizione generale (che siete invitati a consultare per conoscere le prestazioni generali). Questi circuiti di piccole dimensioni sono paragonabili come potenza ad alcuni vecchi computer Pentium 3, hanno un basso prezzo e sono molto versatili se si comprende come usarli al meglio.

 

 

Molti si ostinano a dire che si tratterebbe solo di un clone della scheda Raspberry Pi Zero W (qui sopra, in alto), ed effettivamente la grande somiglianza tra i due progetti facilita chi volesse utilizzare una scheda Banana Pi M2 Zero (qui sopra, sotto la scheda verde) per molti dei centinaia di progetti che gli sviluppatori del mondo Raspberry Pi hanno ideato. Sono simili, ma non per niente le Banana Pi M2 Zero si vendono ad un prezzo maggiore, sono infatti superiori alle "rivali" (vedremo successivamente in quali aspetti) , per esempio dal punto di vista del processore .

 

 

Poichè una scheda Banana Pi M2 Zero vanta solo 512 mb di ram occorre scegliere con la massima cura un sistema operativo leggero che la faccia funzionare al meglio, alcuni file immagine sono scaricabili dal sito ufficiale dell'azienda . Io personalmente ho le mie preferenze, sotto forma di un sistema operativo Linux Raspbian con il desktop leggero Pixel, e sono in grado di realizzarmi da solo un'immagine Iso a cui aggiungere i vari driver di cui ho bisogno, ma quelli come me sono una minoranza. Per tutti forse è meglio puntare su Linux Armbian se si vuole la leggerezza del sistema, oppure Ubuntu Mate qualora si ricerca la ricchezza di programmi disponibili. L'username dell'utente preimpostato dei Linux abbinati a questa scheda è bananapi , mentre la sua password tipica è bananapi . Per usare la modalità amministratore l'utente per il login è root , mentre la password è di nuovo bananapi .

 

Occorre formattare e poi caricare una scheda micro-SD con il vostro sistema operativo preferito (forse avrete bisogno di un adattore SD per adeguare le dimensioni della memoria alla periferica dedicata del vostro computer), in questa pagina web trovate anche dei dettagli su come farlo.

 

Mentre per la scheda Raspberry Pi Zero è consigliato l'uso di micro-SD da 16 gigabyte (oppure al massimo 32 gigabyte), il supporto dichiarato per la Banana Pi M2 Zero arriva ad un massimo di 64 gigabyte. Se possibile bisogna procurarsi delle schede di memoria che siano almeno di classe 10.

 

I due attacchi per mini-usb sono da considerare con la massima attenzione, un articolo aiuta a valorizzarli tenendo conto di adattatori e di possibili risorse utili aggiuntive.

 

 

 

 

Soprattutto questo hub qui sopra può diventarvi molto utile.

 

Torniamo a questo semplice schema, per alimentare questa scheda occorre un attacco mini-usb. Si consiglia una fornitura di corrente elettrica di 5 volt continui di tensione per almeno 2 ampere di corrente.

 

Ovvero il più diffuso metodo di connessione per ricarica in uso per gli smartphone, ci saranno milioni di questi caricabatterie nelle discariche? Vi sarà difficile farvene regalare uno adatto da chi stà per buttarli nella spazzatura?

 

Probabilmente esiste una compatibilità anche con l'alimentatore tipico della famiglia Raspberry Pi.

 

Anche un computer accesso può eventualmente fornire energia, grazie ad un cavo che converte dal formato usb a quello mini-usb. Un interruttore al punto giusto aumenta la vostra possibilità di gestire, comandarle ed utilizzare quando volete voi.

 

Il tasto di "accensione power" viene usato eventualmente per spegnere la scheda interrompendo la corrente elettrica, mentre quello di reset per riavviarla.

 

Sulla scheda è presente un connettore RF per eventualmente attaccare un'antenna di piccole dimensioni (prodotta dall'azienda Banana Pi), potenziando così la portata della connessione wireless/bluetooh.

 

La scheda in esame ha due versatili interruttori che il "clone" Raspberry Pi Zero non possiede, un altro punto di superiorità della Banana Pi M2 Zero. Si raccomanda di premere questi bottoni con molta delicatezza, meglio se con una punta di plastica o di legno.

 

Una tastiera con mouse integrato al suo interno (touchpad) è sicuramente utile, ricordandosi che la Banana Pi M2 Zero è dotata di un'antenna wireless/bluetooth grazie a cui potrete successivamente scrivere dalla tastiera senza più nessun collegamento con le mini-usb, dopo aver configurato nel sistema operativo un collegamento diretto via radio. Si raccomanda di consultare questo articolo , anche dove parla delle tastiere virtuali.

 

 

Potete importare immagini e video da una piccola telecamera Csi (massimo 1080 dpi per 30 frame al secondo), e disponete di un'uscita video mini-Hdmi per visualizzare i dati su un monitor, magari un piccolo display da dove configurare il vostro sistema operativo in rapporto all'hardware.

La piccola camera collegabile alla scheda e' prodotta direttamente dall'azienda Banana Pi, ed ha una sua scheda online di approfondimento. Utile per vari usi come la videosorveglianza, questa risorsa e' molto versatile, leggera e miniaturizzata.

 

 

Alcuni monitor Hdmi sono utilizzabili con un semplice cavo di conversione dallo standard mini-Hdmi, e forse perfino DVI.

 

Se i driver nel vostro sistema operativo preferito sono compatibili con un display touchscreen potrete anche fare a meno di tastiera e mouse, usando il dito ed una tastiera virtuale, si raccomanda di leggere qui .

 

Dall'ingresso video Csi potete far arrivare nel sistema foto oppure video.

 

Leggendo con cura due articoli potete pensare se utilizzare una scheda Banana Pi M2 Zero come dongle usb (vedere articolo premendo qui ), oppure come computer stick (vedere articolo premendo qui ), avendo cura di adattate le eventuali istruzioni pensate per la scheda Raspberry Pi Zero W al vostro hardware così simile.

 

Probabilmente molti case protettivi pensati per il Raspberry Pi Zero W sono utili anche per contenere una scheda Banana Pi M2 Zero, oppure potete realizzarne a piacere con la stampante 3D di un vostro amico (esempio qui sotto).

 

Mai dimenticarsi dei pin del Gpio, con cui ricevere dati da fonti esterne oppure comandare altre apparecchiature, a patto di studiare tutto al meglio.

Questo qui sopra e' il tipico allineamento che hanno i pin Gpio della scheda Raspberry Pi Zero, ed e' identico nella scheda Banana Pi M2 Zero.

Qui sopra c'e' lo schema dei pin Gpio della scheda Banana Pi M2 Zero, mentre qui sotto vedete quella del Raspberry Pi Zero. Questa grande somiglianza (per non dire identicita' in mancanza di certezze) e' probabile che renda le due schede molto compatibili tra loro, anche verso hardware aggiuntivo che puo' essere collegato ai pin.

Sarebbe da verificare se i display Lcd adatti alla scheda Raspberry Pi Zero si possano utilizzare nello stesso modo anche con la scheda Banana Pi M2 Zero.

 

I pin Gpio hanno anche il supporto di una porta Uart da 3 pin, con cui connettere la scheda per il debug (la messa a punto ottimale).

 

Questi 4 pin qui sopra possono permettere il collegamento di una porta fast/ethernet RJ45 .

 

 

Sulla scheda trovate anche un led che vi avvisa sia che la scheda è alimentata, sia se è in funzione.

 

 

Ora solo la vostra inventiva può fare la differenza, ci sono innumerevoli progetti che potete realizzare con questa ottima scheda.

 

 

 

Articolo del Webmaster del portale Ogigia.

 

 

 

 

 

 

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