Raspberry Pi 3 è sicuramente la scheda di sviluppo più popolare tra i maker, ma ci sono altri produttori che offrono soluzioni altrettanto valide. Uno di essi è Pine64, una piccola startup che ha annunciato un “media board computer” in grado di gestire contenuti video a risoluzione 4K. Rock64 possiede quindi una dotazione hardware più potente del famoso concorrente, ma offre meno opzioni per la connettività. Le dimensioni del Rock64 sono identiche a quelle del Raspberry Pi 3 (85×56 millimetri), ma non è possibile riutilizzare l’eventuale custodia a causa della diversa disposizione delle porte. Sulla scheda sono saldati un processore Rockchip RK3328 (CPU quad core ARM Cortex-A53 e GPU Mali 450MP2), 1/2/4 GB di RAM LPDDR3 a 1.600 MHz, una porta AV da 3,5 millimetri (video composito e audio stereo), una porta Gigabit Ethernet, l’uscita HDMI 2.0a, una porta USB 3.0 e due porte USB 2.0. Lo storage può essere aggiunto tramite slot microSD, modulo flash eMMC e connettore SPI a 128 Mbit. Non mancano diverse interfacce per il collegamento di periferiche esterne, come sensori e fotocamere. L’alimentazione necessaria (5V/3A) viene fornita mediante un connettore da 3,5 millimetri. L’unico modo per accedere ad Internet è tramite la porta RJ45, in quanto sono assenti sia il WiFi che il Bluetooth. Il Rock64 è stato progettato principalmente per la riproduzione di contenuti in alta risoluzione. La scheda può gestire video 4K a 60 fps con HDR10 nei formati VP9, H.265 e H.264, oltre che 1080p nei formati VC-1, MPEG-1/2/4 e VP6/8. Il micro computer è compatibile con vari sistemi operativi, tra cui Android 7.1 Nougat, Debian, Yocto e forse anche con Windows 10 IoT. I prezzi del Rock64 sono 24,95 dollari (1 GB), 34,95 dollari (2 GB) e 44,95 dollari (4 GB).

Fonte: http://www.webnews.it

 

 

Con il tanto rumore fatto su Kickstaster, sbandierando ai quattro venti vita, morte e miracoli di ogni singolo aggiornamento, il PINE64 è ormai il diretto rivale del Raspberry Pi 2. Le uniche sole differenze con il suo concorrente, sono il prezzo – veramente irrisorio, al quale però bisogna prestare attenzione – e il supporto per i file h265, e, soprattutto, per il 4k: il modello più base che mai, che letteralmente è la versione più scarsa, parte, sì, da 15$ (più o meno 11-12€ secondo il cambio corrente) ma visti i tempi non ne vale nemmeno spenderci un pensierino sopra: ha solo mezzo gigabyte di ram, e molti meno ingressi. La versione consigliata, davvero degna di nota, che è quella che ho acquistato è il PINE64 da 1GB, che costa 19$. Ce n’è poi una terza da 2GB che è il “top” della gamma, il cui prezzo è di 29$: ci ho fatto qualche pensierino sopra, ma ho pensato che 7 euro in più per 1 GB non ne valevano proprio la pena e mi sono “accontentato” dell’edizione sopra accennata. Come si dice, il giusto è sempre nel mezzo. Per l’Italia la spedizione sono 12$, quindi non è tutto oro quel che luccica, ma è sempre competitivo e adesso capirete perché. Il motivo principale dell’acquisto, non è stata tanto la curiosità del polverone sollevato su questo affaretto, ma anche il fatto che i tempi cambiano e in giro ci sono sempre più film codificati in formato h265/x265 – un codec che permette di comprimere video ad altissima risoluzione in file veramente esegui (ci sono in giro film da 1080p di due ore in 1gb) – e il mio fedele Raspberry purtroppo non è in grado di leggere questi formati. In più se ci si aggiunge che con OSMC lagga spesso, e a breve in famiglia arriverà una TV in 4k, il discorso cambia assai. Soprattutto quando ti rendi conto che il Pi 3, appena uscito, non legge né i 4K né gli x265, e questa cosa da molto fastidio, soprattutto se si tiene presente che il cosetto costa 44€.

Sbolliamo ‘st’affare.
La spedizione è stata veramente lenta per via degli innumerevoli ordini. Progettato negli USA da quattro informatici, è stato prodotto su media scala in Cina, nello stesso stabilimento dell’Orange Pi (altro rivale del Mirtillo). È arrivato qualche mese fa, in una confezione imbottita con tanto di pluriball (a causa delle lamentele sulla sciatteria del confezionamento). Devo ammettere che la prima impressione che mi ha fatto è stata parecchio strana: me lo aspettavo più piccolo, come il Pi e invece è più lungo seppur largo uguale. Come il Pi ha le stesse identiche uscite: cambia solo il loro posizionamento: 1 lan, 1 hdmi, 2 usb, 1 audio. Possiede anche un collegamento per un obiettivo fotocamera fino a 15 megapixel – rendendolo così adatto alle fighette che vogliono farsi fighe/i con la reflex – e un attacco per un pannello touch screen. Il sistema operativo va installato su una microSD che va obbligatoriamente acquistata altrimenti vi ci grattate la schiena con sto pezzo di alluminio. Insomma nulla di diverso da quanto già visto.

Lo accendiamo?
I sistemi operativi finora supportati sono Android, Remix OS e qualche distro linux come Arch: si spera che almeno in futuro creino qualcosa come OSMC del quale sento già la mancanza. Ho scelto Android perché a detta degli sviluppatori avrebbe prestazioni migliori sul modello che ho acquistato. La nota veramente dolente è l’accensione del PINE: estremamente, sottolineo estremamente lenta: ci impiega quasi 2 minuti ad avviarsi. Ma oltre che lenta è pure scomoda e poco pratica per chi è novizio: la sequenza di accensione è: collegare alimentazione – inserire scheda – collegare hdmi. E come potete immaginare questo comporta un continuo attacca e stacca che non fa per niente bene alla cavettistica, e forse nemmeno alla scheda. Per questo motivo ho optato per tenerlo sempre collegato: tanto va in standby e non si surriscalda perché è alimentato da solo 5V come un normale cellulare.

Giochiamo!
Con Android sopra sembra di avere un gigantesco tablet in salotto. Il software si comporta bene: buone le prestazioni, soprattutto le app, che possono essere tranquillamente scaricate dal Play Store: lascio a voi indovinare che effetto fa giocare ad Angry Birds in salotto. Per alcuni di voi sarebbe il sogno di una vita. Fastidioso il fatto che bisogna per forza attaccarci mouse e tastiera per farlo funzionare, anche se credo ci sia un modo per controllarlo dallo smartphone senza fili e cianfrusaglie. Ci ho installato sopra Kodi, Sky Online e Chrome: devo ammettere che le prestazioni di Kodi sul PINE sono decisamente superiori a quelle di OSMC sul Pi: mai un lag, riproduce tranquillamente dal mio computer in camera da letto file di 20 gb senza minimo blocco, oltre che i file 265, fiore all’occhiello di questo minicomputer. Si vede che è stato studiato per questo, e non posso altro che dirmi più che soddisfatto: e questo è un punto a favore che alza di molto la media. La cosa fantastica è che uno può anche installare l’app ufficiale di Netflix dal Play Store e guardarselo tranquillamente in salotto: anche questo punto decisamente a favore. E non solo: io ho trovato un app modificata di Sky Online per funzionare su tutti i sistemi Android, e in questo modo lo si può pure trasformare in una Sky Tv Box. Oltre al fatto che navigare su internet dal salotto oltre che scaricare file Torrent. (sia chiaro, lo sapete che scaricare contenuti protetti da copyright è illegale e NON sto dicendo che dovreste, ma che potreste farlo, quindi qualsiasi cosa voi facciate sono affari vostri). E questo è nel caso abbiate deciso di utilizzare il PINE come un media center economico di tutto rispetto: perché le soluzioni sono tante e infinite. Riassumendo: prestazioni più che ottime, spedizione molto lenta, utilizzo poco ergonomico.

Consigliato.

Voto 7.

Fonte: https://lascatoladeipensieri.wordpress.com

 

 

Abbiamo finalmente acquistato su Kickstarter un nuovo mini pc: il Pine 64. Per definizione è un computer single board dual core a 64 bit. Andiamo a fare l'unboxing.

 

 

UNBOXING: come lo farebbe tua nonna.

Appena ricevuto il Pine64, ci ritroviamo con una scatolina piccola ma funzionale. Abbiamo acquistato la versione con 1 GB di RAM e il modulo Wireless 802.11. Apriamo la scatola e troviamo dentro il Pine64 e il modulo wireless.

 

 

Risulta essere molto più grande del Raspberry Pi 2 che abbiamo. Le dimensioni sono 133 x 80 x 19 mm.

 

 

Ed ecco qua il modulo Wireless. Lo abbiamo comprato in Bundle con la board. Secondo noi è un enorme valore aggiunto. La possibilità di avere il wireless su una scheda così piccola, senza la fatica di avere una periferica USB (dato che il Pine ha solo 2 porte) è stata una delle cose che ci ha fatto effettuare l'acquisto mesi fa. Il modulo si posiziona su pin e funziona al primo colpo. Bello, facile. Promosso a pieni voti.

 

 

CARATTERISTICHE TECNICHE.

Finalemente. Andiamo a vedere nei fatti come si comporta questa board. Nonostante le ridotte dimensioni il Pine 64 si porta dietro:

  • Processore Quadcore 64-bit ARM A53 da 1,2 Gh: bello, funzionale e scattante per quello che verrà impiegato. 64 bit sono una manna dal cielo.
  • 1 GB di RAM: nulla da dire. Sufficiente per Linux, crediamo poca se si utilizza Android.
  • Slot MicroSD: ovviamente presente. Supporta fino a 256GB. Notevole, ache se non so quanto utile.
  • 2 porte USB 2.0: peccato, ne avremmo preferite 4. Mouse + tastiera saturano immediatamente l'utilizzo. Ce le faremo bastare.
  • HDMI 1.4 a: HDMI senza infamia e senza lode, fa il suo dovere.
  • Ethernet 10/100 Mbps: Nella media la porta ehternet. Nel modello A64+ troviamo una versione più potente che lavora anche a 1 Gbps (ammesso che lo abbiate 1Gbps).
  • WiFi 802.11 b/g/n: notevole. Come detto prima il vero valore aggiunto di questa scheda assieme ai 64 bit.
  • Innumerevoli PIN di ogni genere e per ogni gusto. Per i più nerd ecco la lista completa:
    • DSI – 4 linee MiPi da 1080p
    • CSI per camera fino a 5 Mega Pixel
    • TP con SPI interupt.
    • RTC
    • Lithium Battery Connector con sensore
    • 2x20 pins "Pi2" GPIO Header
    • 2x17 pins "Euler" GPIO Header
    • 2x5 pins "EXP" Console Header
  • MicroUSB per alimentazione 2A, 3.7V

 

SCELTA DEL SISTEMA OPERATIVO.

Premessa: il Pine64 riesce a far girare i seguenti sistemi operativi:

  • Debian Jessie – MATE Desktop
  • Ubuntu – non meglio precisata la versione (un simpatico e molto professionale 20160530 al momento della scrittura…) MATE Desktop
  • Android 5.1.1: notevole!
  • Remix OS. Non per 512 Mb di ram. Che peccato.

Lo ammettiamo: siamo stati molto indecisi. Per la prima accensione utilizzeremo Debian Jessie per la sua stabilità, e perchè è un sisitema operativo che conosciamo bene. Android ci tenta molto… Sicuramente lo proveremo, ma non oggi.

 

DI COSA AVREMO BISOGNO.

Sicuramente di:

 

INSTALLAZIONE.

Come anticipato, scarichiamo la ISO di Debian Jessie dal sito della Pine64 tramite il link diretto.

Risulta essere circa 1.70 GB. Una volta scaricato controlliamo l' MD5 con il comando:

md5sum debian-mate-jessie-20160701-lenny.raposo-longsleep-pine64-8GB.zip | grep 7f4ba0186880c0dc1aeb3fc40ff04140

Diamo invio e se appare l'hash in rosso, vuol dire che è corretto. Se non appare nulla … Beh vi tocca riscaricarlo.

 

 

Decomprimiamo ora l'archivio con unzip, tramite il comando:

unxz pine64-image-debianmate-310102bsp-2.img.xz

In questo modo, dopo un certo tempo (che vi avvertiamo può essere lungo poichè da 1.7 GB passiamo a non meno di 4) ci ritroviamo con un file .img. Ora inseriamo la nostra scheda SD e diamo:

lsblk

per identificare in che partizione si trova. Per noi, ad esempio si trova in /dev/sdc. Copiamo l'immagine con:

sudo dd if=~/Downloads/pine64-image-debianmate-310102bsp-2.img of=/dev/sdc && sync

Diamo invio e attendiamo la fine della procedura. Una volta terminato il tutto rimuoviamo in sicurezza la SD e la inseriamo nel Pine64. Inseriamo l'alimentatore, il cavo HDMI, mouse e tastiera.

Una volta terminato il boot inseriamo il nome utente e la password:

username: debian
password: debian

 

 

ULTIMI PASSAGGI

L'ultima fase, prima di utilizzare veramente il PINE, consiste nell'espandere il file system root in tutta la scheda SD. Apriamo un terminale e digitiamo:

sudo -i
resize_rootfs.sh
reboot

Una volta che si è riavviato il sistema, connettiamo a internet il PINE e ci aggiorniamo il kernel con:

sudo -i
pine64_update_uboot.sh
pine64_update_kernel.sh
reboot

E per chi ha il modulo Bluethoot, lo attiviamo tramite il comando:

sudo -i
systemctl enable bluetooth-module.service
reboot

 

CONCLUSIONI.

Che dire: un ottima alternativa al Raspberry, anche se c'è da dire che il grosso punto a sfavore è la dimensione della community che è attorno al progetto. Il punto forte del Raspberry è proprio quello! Ci sentiamo comunque di promuoverlo. Va bene, funziona e risulta abbastanza veloce. Prossimamente vedremo qualche utilizzo carino carino.

A presto.

Fonte: https://tuxmaniacs.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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