Il bello di leggere certe notizie e' che si rimane increduli di come gli organi d'informazione sembrano non voler analizzare le implicazioni di cio' che scrivono. Giornalisti che conoscono il mondo internazionale e' impossibile che non riflettano o non capiscano che dietro il programma di treni ad alta velocita' cinesi Maglev si puo' nascondere un progetto militare di ampia portata. Cominciamo con il conoscere il progetto riportando dati qui sotto.

 

 

La Cina sta completando una enorme rete ferroviaria che dovrebbe aiutare il paese a tagliare l'inquinamento e a migliorare la mobilità di un intero popolo su treni più veloci di un jet. "Ci sono i Maglev," direte voi: treni che superano i 500km orari."
Beh, anche loro hanno un punto debole: privi di qualunque attrito col terreno, devono comunque 'scontrarsi' con un ostacolo non da poco, la resistenza dell'aria. Gli ingegneri cinesi progettano di far viaggiare la nuova flotta di treni in speciali tunnel 'sottovuoto'.
Viaggiando all'interno di sistemi simili, i nuovi Maglev cinesi saranno in grado di raggiungere velocità incredibili: oltre i 1000Km orari. Come dire da Reggio Calabria a Milano in 40 minuti.
Incredibile, vero? Magari tra 100 anni, qui da noi.
Il problema ovviamente è rappresentato dai costi: 3 milioni di euro per ciascun chilometro di tracciato. Beh, ora che ci penso, forse anche in Cina avranno qualche problemino: da loro ci sono da realizzare 16.000km di strade ferrate!

Fonte: http://futuroprossimo.blogosfere.it

 




L’innovazione cinese: il vuoto pneumatico.
Se il grande elemento innovativo individuato a partire dagli anni ’30 è stata la levitazione magnetica, ovvero l’eliminazione dell’attrito fra ruote e binario, il sorprendente balzo in avanti annunciato dalla Cina sarà l’eliminazione dell’attrito fra il treno e l’aria. In che modo? Nell’unico modo possibile: far correre il treno “sottovuoto”, cioè in un tunnel privo di aria. Come nello spazio cosmico. I ricercatori dell’Accademia Cinese di Scienze e dell’Accademia Cinese di Ingegneria annunciano infatti che è questo il progetto che stanno sviluppando in collaborazione con Daryl Oster, l’ingegnere americano che detiene il brevetto per le tratte ferroviarie in assenza d’aria (ETT: evacuated tube transport). Il progetto porterà in una prima fase alla creazione di un prototipo che potrà viaggiare sottovuoto a una velocità compresa fra i 500 e i 600 km/h; sulla base di questo prototipo, attualmente in costruzione, si prevede di implementare entro tre anni un treno di dimensioni minori, che potrà viaggiare fra i 600 e 1.000 km/h. Ad oggi, la tempistica del progetto prevede di mettere in funzione le tratte fra dieci anni. La velocità massima di 1.000 km/h non verrà raggiunta probabilmente nell’esercizio del servizio pubblico: la velocità media dovrebbe essere di 600 km/h circa. Se consideriamo che i treni ad alta velocità cinesi viaggiano oggi a 350 km/h, si tratta in pratica di raddoppiare le prestazioni dei treni, a fronte di un costo di infrastutturazione che aumenterà del 5-10%, passando dagli attuali 200 milioni di yuan per chilometro di rete, a circa 210-220 milioni di yuan (cioè da 21,5 a 22,6-23,7 milioni di euro per chilometro). L’ ”offerta”, quindi, sembra essere altamente competitiva, considerato l’elevato livello di complessità che le reti sottovuoto richiederanno, e visto anche il consistente risparmio di acciaio che il progetto dovrebbe consentire.

Fonte: http://www.ghnet.it

 


Un esempio di levitazione: una lastrina di grafite sospesa su un materiale magnetico.




Dopo aver spiegato meglio il progetto di questi treni superveloci cinesi occorre chiedersi come mai la Cina effettua una spesa simile per 16.000 km di nuove ferrovie dentro gallerie stagne. Con una popolazione di centinaia di milioni di persone, che in gran parte guadagnano pochi soldi al mese, occorrerebbe far pagare biglietti a basso costo che renderebbero anti-economici i transiti ad alta velocita', ed il governo cinese dovrebbe sovvenzionare questa rete di trasporti con enormi somme di denaro per non farla fallire. Occorre una grande quantita' di energia elettrica per far levitare questi veicoli, ma siccome in Cina l'elettricita' deriva spesso dal carbone non e' detto che gli interessi della salvaguardia ecologica verranno tutelati dalla nuova rete di trasporto. E' sicuramente bello ed utile per un cittadino cinese andare in pochissimo tempo da Pechino a Shangai, ma che effetto avra' sulle capacita' militari cinesi un treno superveloce in grado di raggiungere in un giorno soltanto ogni parte del paese con truppe e rifornimenti? Spostare velocemente i soldati cinesi vuol dire poter rafforzare una frontiera minacciata, ma anche semplificare il disegno di prendere un paese vicino di sorpresa. Almeno nelle fasi iniziali di una guerra, prima che un avversario potesse tentare di bloccare almeno le linee piu' vicine dei treni iperveloci, la Cina potrebbe avvantaggiarsi della sua ampia popolazione spostando intere divisioni di fanteria in poche ore.

 



Enormi gallerie sotterranee devono essere tenute sotto vuoto da delle pompe, ma basta invertirne la direzione di funzionamento per rifornire d'aria quello che diventerebbe il piu' grande rifugio antiatomico del mondo se si fermasse il traffico ferroviario:
16.000 km. di caverne potenzialmente STAGNE (rifornite da pompe dotabili di filtri) su tutto il territorio nazionale, sufficente a proteggere tutta la popolazione cinese da attacchi chimici, nucleari, con virus o mediante nano-robot. Il tutto andrebbe ad aggiungersi ad una vasta rete di bunker e rifugi gia' esistenti, realizzati ed ampliati da decenni per consentire non solo di proteggere la popolazione cinese, ma anche di sostenere una guerriglia prolungata contro un'eventuale invasione sovietica o americana. L'uso di opere civili con l'eventuale uso militare non e' un mistero per nessuno, e' celebre l'utilizzo della metropolitana di Londra per difendere gli inglesi dai bombardamenti tedeschi, ma nessun giornalista vi viene a spiegare che la Cina ha chiaramente avviato un progetto che ha enormi implicazioni strategiche? Forse non vogliono dirvi che a monte ci deve essere un qualche timore del governo della Cina per un investimento cosi' mastodontico, il suo mercato dipende dal commercio internazionale e quindi e' difficile che il governo di Pechino apra dei conflitti dando il pretesto all'Occidente di affondarla con un embargo... Forse chi comanda la Cina ha paura di un attacco da parte di qualche altra superpotenza? Qualcun altro dira' che sei i cinesi possono minimizzare le perdite di una rappresaglia allora potrebbero lanciare un attacco atomico per primi contro la Russia o gli Usa, ma nel dopoguerra dove si potrebbe mai trovare il cibo per quasi un miliardo e mezzo di affamati che escono dai rifugi, se intorno a loro troverebbero solo un deserto radioattivo? Di cosa allora hanno paura a Pechino? O meglio, di chi?

Articolo del Webmaster del portale Ogigia.

 


 

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