A prima vista, sembra una delle tante specie di ragno che abitano le foreste dell'Amazzonia, appollaiato sulla sua ragnatela in attesa che una potenziale preda attivi l'intricata rete di seta che funge da allarme e da trappola. Se ci si avvicina di qualche passo, la sagoma appare come il corpo di un ragno morto e ormai disseccatosi nel bel mezzo della sua ragnatela. Ma, curiosamente, quel ragno si muove avanti e indietro, dando l'impressione di essere vivo. Avvicinandosi ulteriormente, si noterà che quella presunta carcassa di aracnide altro non è che un ammasso di foglie morte, detriti inorganici e resti di corpi d'insetto: si tratta della creazione di un minuscolo ragno maestro nell'arte del travestimento.

 

 

Il ragno di cui parliamo è stato scoperto al'interno della Tambopata National Reserve ed è totalmente nuovo alla scienza, quindi non ancora correttamente classificato, ma apparterrebbe al genere Cylosa. E' lungo circa 5 millimetri, e come tutti gli altri membri del suo genere è solito utilizzare detriti organici e non come "specchi per allodole". Questo ragno, tuttavia, ha elaborato una strategia estremamente complessa: crea un finto ragno sfruttando ciò che offre la natura (e il suo ultimo pasto) per usarlo come travestimento difensivo.

 

 

Non è il primo ragno del genere Cylosa a creare finti bersagli per ingannare i predatori, ma il livello di dettaglio raggiunto da questa nuova specie è incredibile: crea una copia di se stessa, comprese zampe e forma del corpo, un comportamento finora mai osservato in alcun animale conosciuto. Questo bizzarro comportamento sembra essere emerso come efficace strategia di difesa contro i predatori naturali di questi ragni, ad esempio le vespe della sottofamiglia delle Polistinae. Anche se, a prima vista, la realizzazione di un falso bersaglio più grosso di quello reale sembra favorire le possibilità di attacco da parte di un predatore, in realtà si tratta di un'abile tecnica di difesa basata sull'inganno. Studi su alcune specie di Cylosa hanno infatti dimostrato che le vespe tendono ad attaccare i falsi bersagli invece dei ragni, che rimangono protetti dietro al "manichino". In effetti, il falso bersaglio non contribuisce affatto a diminuire il numero di attacchi, anzi, li fa incrementare perché gli aracnidi, al momento della costruzione del finto ragno, selezionano materiale da costruzione in grado di riflettere la luce in modo simile al loro corpo. Ma lo scopo del falso bersaglio non è quello di scoraggiare un predatore, bensì quello di trarlo in inganno e dare modo al vero ragno di trovare un nascondiglio sicuro dopo l'attacco.

Fonte estera: http://blog.perunature.com

Fonte italiana: http://www.ditadifulmine.com

 


 

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