Immaginate non solo l'Italia, ma un qualsiasi stato che si affacci su mari internazionali o che abbia vaste cavita' sotterranee poco esplorate e frequentate. L'esistenza di spazi naturali nascosti implica il possibile uso del proprio territorio da parte del nemico, oppure che venga utilizzato segretamente contro terzi con il rischio di essere coinvolti nelle guerre degli altri. Senza un continuo controllo di tutti gli spazi sotterranei la sicurezza nazionale di un paese e' a rischio. Gran parte dell'Italia e' circondata dal mare, le attivita' sismiche e vulcaniche favoriscono la formazione di nuove cavita' ed anche l'apertura di nuovi accessi prima ostruiti.

 

 

Contrariamente a quello che si puo' pensare, certe gallerie subacquee sono a bassa profondita' e disabitate per quasi tutto l'anno (salvo i turisti estivi), garantendo un posto sicuro facilmente raggiungibile per malintenzionati di tutti i tipi per mesi e mesi. Il controllo esercitato dallo stato presente in superficie e' praticamente inesistente, le attuali reti di sensori sono poco fitte, obsolete, ingannabili ed inadeguate.

 

 

Quanti latitanti, terroristi, contrabbandieri, agenti di servizi segreti esteri, sabotatori, depositi di armi di distruzione di massa, militari di stati ostili possono aggirare la sovranita' nazionale raggiungendo via mare o via terra delle strutture naturali sotterranee incustodite?

 

 

Diversamente da quello che generalmente si crede sono tante in Italia le caverne allagate che, proseguendo verso l'entroterra, hanno vasti spazi sopra il livello del mare, all'asciutto ed abitabili; del resto se la crosta terrestre tende a salire perche' non possono farlo le cavita' che ospita?

 

 

Anche montagne, vulcani, colline e semplici boschi possono permettere l'accesso a caverne abitabili per lunghi periodi, senza che gli stati si accorgano della nascita di insediamenti clandestini.

 

 

Se durante la seconda guerra mondiale i nazisti hanno avuto basi segrete di sottomarini in caverne di stati a loro ostili (come il Canada o l'Argentina), ancora oggi e' possibile che le forze armate di un paese costruiscano una loro base in un territorio teoricamente controllato da un altro governo? Se riescono ad essere abbastanza furtivi... Sicuramente si'.

 

 

 

Immaginate una guerra con sottomarini condotta da una potenza militare estera usando il territorio italiano, ad insaputa totale del governo di Roma. Che livello di problemi potrebbero nascere se i danneggiati non credessero che gli italiani fossero davvero all'oscuro di tutto?

 

 

Se non si vuole che l'Italia o un qualsiasi altro paese diventino una base militare inconsapevole, da cui partono missili oppure sottomarini, e tempo di non accontentarsi piu' di un semplice censimento delle cavita' sotterranee nel territorio e nei mari circostanti. L'apparizione di armi di distruzione di massa sempre piu' facili da produrre obbliga a considerare un massiccio controllo dei propri spazi sotterranei, compresi i fondali marini. E' tempo di predisporre una fitta rete di sensori fissi mimetizzati e satellitari, per controllare costantemente come le caverne nelle montagne o le fenditure della crosta terrestre vengano eventualmente occupati da inquilini indesiderabili.

Articolo del Webmaster del portale Ogigia.

 

 

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