Il ritorno in miniatura di un mito: un omaggio al computer più venduto della storia con cui rivivere momenti storici della vostra infanzia

Il Commodore 64 ha un posto tutto speciale nel cuore di milioni di videogiocatori di vecchia data. Bastava un genitore illuminato, o magari sfiancato da giornate di trattative, lavori casalinghi e paghette accumulate ed ecco che te lo ritrovavi in casa, tecnologia all’ultimo grido perfettamente compressa all’interno di una tastiera. Grigio, plasticoso e solenne come ci immaginavamo il futuro negli Anni ’80. Una finestra su cose che potevamo solo immaginare.

Per tantissimi è stato il primo contatto con un computer, con il mondo della programmazione e con il gioco. Impossibile a oggi quantificare il numero di persone che hanno iniziato una carriera nel mondo dell’informatica o nella programmazione dei videogiochi grazie al Commodore 64. In fondo parliamo del computer più venduto della storia, il numero di pezzi venduti dovrebbe agilmente superare i 15 milioni. Qualcuno ancora oggi lavora con fierezza, come un soldato giapponese che non ha ricevuto la notizia della resa.

Tra le molte cose che abbiamo imparato col Commodore 64 c’è di sicuro la pazienza. I più fortunati poterono contare fin da subito su un lettore di Floppy Disk, gli altri invece iniziarono la propria gavetta nerd con l’equivalente informatico del pelare patate: i giochi su cassetta. Le cassette erano veri e propri atti di fede: le facevi partire, andavi a far merenda o a leggere un fumetto e pregavi che tutto andasse bene, mentre lo schermo si riempiva di strani colori.

Se gli dei dell’informatica ti erano favorevoli potevi infinte giocare, altrimenti ti toccava ripartire da zero e intanto era passata mezz’ora e c’erano ancora i compiti da fare.

Tutto questo per fortuna non riguarda The C64, un’operazione nostalgia nata sull’onda del successo del Nintendo Mini che punta a recuperare alcuni grandi classici senza dover scaricare emulatori da internet o andare nei mercatini online a recuperare l’hardware e il software originale. Lo troverete nei negozi dal 29 marzo a 79 euro.

Per quanto i puristi possano aver ragione e lanciare anatemi contro operazioni di questo tipo (peraltro qui il marchio Commodore non compare) lo scopo di questi prodotti è esattamente quello di fungere da madeleine informatiche prive di stress. Lo compri, lo attacchi col cavo hd al televisore, metti un filtro che simula gli schermi a tubo catodico e giochi un po’ lasciandoti trasportare dai ricordi. È un oggetto che soddisfa la sua funzione anche solo quando viene posizionato su una mensola come una sorta di cimelio di ciò che eravamo.

Navigare tra i vari giochi è semplice e chiaro, anche se le descrizioni potevano essere fatte meglio. È possibile in ogni momento salvare un gioco e uscire per poi proseguire dopo con calma, funzione estremamente utile visto quanto potevano essere punitivi i giochi all’epoca.

La selezione di titoli, che ovviamente sono 64, presenta alcune perle come California Games, Impossibile Mission, Paradroid, Speedball II (anche se per questo ci vorrebbe un Amiga) o Uridium ma anche mancanze abbastanza importanti, dovute senza dubbio all’impossibilità di ottenere i diritti. Secondo gli sviluppatori in futuro sarà possibile aggiungere altri titoli attraverso la presa USB, ma al momento non si sa quando. Molto probabilmente a breve sarà diffuso un aggiornamento che sblocca anche la possibilità di inserire ROM esterne, di sicuro sarà un’architettura totalmente aperta a eventuali modifiche.

Piccola chicca: tra i giochi è disponibile anche un programma che simula il prompt dei comandi con sfondo azzurrino nel quale è possibile scrivere in linguaggio Basic. Ovviamente, essendo la tastiera del The C64 finta dovremo usarne una USB. Se l’idea vi causa dei turbamenti sappiate che è prevista una versione a grandezza naturale con tastiera funzionante, anche se parliamo sempre di emulazione hardware e non di una riedizione dell’originale.

L’impatto coi giochi è ovviamente disturbante e spettacolare. Da una parte le musiche confermano quanto l’udito sia fondamentale nello sprigionare i ricordi più forti, dall’altra la qualità media di alcuni giochi ti ricorda come mai dopo un po’ hai iniziato a stressare tuo padre per avere un’Amiga. Adesso nella maggior parte dei casi i giochi sono bruttini (Non è vero, California Games è ancora una bellissima collezione di minigiochi) ma più che altro ciò che ti manca è un qualcosa che vada oltre un divertimento mordi e fuggi di pochi minuti.

Una cosa di cui certamente avremmo fatto a meno è un joystick così legnoso e lento, che rende l’esperienza di gioco spesso più frustrante del previsto. All’epoca c’erano controller così, di solito erano quelli che costavano meno e si rompevano subito perché “tanto quella volta che ti ho comprato un joystick buono l’hai rotto comunque” e che accettavi solo perché eri troppo piccolo per avere una tua fonte di reddito.

Però quegli anni sono passati, quindi sarebbe stato lecito aspettarsi qualcosa di più di questo pezzo di plastica che rischia di rompersi subito. Oltretutto non ha neppure le ventose, quindi non si può fissare saldamente su un piano mentre si gioca. Sarà interessante capire quali potrebbero essere le eventuali alternative più ergonomiche e funzionali. In fondo dovrebbe andar bene un qualunque dispositivo USB, tuttavia un primo test con un pad dell’Xbox One non ha dato buoni frutti.

The C64 costa, come detto, 79 euro, una cifra forse un po’ alta per l’effettivo valore dei giochi (e soprattutto del joystick) ma in fondo viene ripagata dall’esperienza nostalgica chiavi in mano. È un giocattolo per adulti perfetto (non fraintendete) che in fondo costa come un titolo per console di oggi ma che possiede l’incredibile potere della nostalgia. Vi farà sorridere, divertire e arrabbiare per qualche ora e magari vi farà anche venire voglia di provare a giocarci con i vostri figli, tanto per fargli capire con cosa si passava il tempo quando avevate la loro età. Se poi improvvisamente vi renderete conto che non vi va più, farà comunque un figurone sulla vostra mensola, fidatevi.

Fonte: https://www.wired.it

 

 

 




Il retrogaming è un hobby dai molteplici volti. Uno è la nostalgia, che spinge i non più giovanissimi gamer a inseguire la madeleine in bassa risoluzione che risveglia i ricordi dell'infanzia e dei bei tempi andati. Un altro è la ricerca di chi studia con interesse la storia dei videogiochi e vuole conoscerne le origini per capire meglio il presente. Per finire c'è la scoperta, perché il passato dei videogiochi nasconde gemme, stranezze, capolavori dimenticati, ma anche schifezze così sbagliate che fanno il giro e diventano interessanti. Non esiste un approccio più giusto degli altri, ma a seconda della propria filosofia il retrogaming può essere praticato in modi radicalmente diversi. Si può puntare sull'accuratezza filologica, cercando di recuperare l'hardware originale d'epoca, o ci può accontentare dell'emulazione, che a seconda dei casi e delle macchine può rivelarsi più o meno accurata. Il C64 Mini è l'ennesima incarnazione moderna del marchio Commodore, questa volta nata sull'onda del successo del NES e dello SNES Classic di Nintendo. Dove si colloca, nella scala che va da "nostalgia un tanto al chilo" a "seria operazione di preservazione videoludica"? Scopriamolo insieme.

Le prime impressioni contano.
Il C64 Mini, oltre che una macchina da gioco, è anche un piccolo soprammobile, esattamente come le mini console di Nintendo. Si presenta con le sue dimensioni compatte, un'uscita HDMI, due ingressi USB e una tastiera finta. Sì, esatto, la tastiera c'è, ma è un blocco unico di plastica, inamovibile e sinceramente un po' triste. In allegato c'è un controller ispirato al Competition Pro, il joystick più amato dai commodorari dell'epoca, che purtroppo si allontana radicalmente dalla qualità di produzione del modello originale, famoso per il delizioso "click" dei suoi microswitch. Non sappiamo se la rimozione dei microswitch sia una scelta voluta dal desiderio di silenzio o dall'economia di produzione, ma il risultato è che il controller del non brilla né per ergonomia, né per la qualità d'uso. Alla prima accensione del C64 Mini l'impatto con l'interfaccia è abbastanza brutale. A livello estetico ricalca quanto fatto da Nintendo con lo SNES Classic Mini, con una serie di opzioni essenziali e tutta la selezione dei giochi in bella vista, ma c'è un enorme dettaglio fuori posto: le descrizioni dei titoli sono scritte in un italiano imbarazzante, pieno di errori di ortografia e blasfemie tipografiche. La cosa più importante sono i giochi, certo, ma la presentazione conta, soprattutto in un prodotto che si propone di celebrare la storia di una macchina gloriosa come il C64. Andando oltre il fattore nostalgia dato dalla forma del "breadbin" (il cosiddetto "biscottone", il primo modello del C64), il Mini si rivela una piccola delusione sul fronte della qualità di produzione. Il paragone con l'operato di Nintendo sulle sue mini console è inevitabile, e il C64 Mini non regge il confronto.

L'emulazione.
Il C64 Mini ha un vantaggio enorme rispetto agli emulatori classici e all'hardware originale: funziona subito. Non sottovalutate questo dettaglio, perché la scena degli emulatori C64 è una delle più ostiche e scoraggianti. Usare Vice o impostare un Raspberry Pi non è certo impossibile, specie per gli smanettoni, ma non è un'operazione immediata. Inoltre il C64 aveva delle particolarità, come l'esigenza di cambiare la porta alla quale era collegato il joystick a seconda del gioco, che spesso e volentieri creano problemi e grattacapi durante l'emulazione. Il C64 Mini, su questo fronte, è impeccabile. Gli sviluppatori hanno svolto un ottimo lavoro nell'intercettare i classici problemi dell'emulazione, regalando un'esperienza che non richiede un master in informatica per essere apprezzata. Se per voi il retrogaming è un atto nostalgico e volete godervi un po' di sano C64, senza fisime di autenticità ma soprattutto senza sbattimenti, smettete pure di leggere questo articolo e compratevi un C64 Mini. Fa tutto quello che deve fare e lo fa decorosamente bene.Se invece siete più esigenti, continuate a leggere, perché adesso cominciano le cattive notizie, quelle vere. Dopo aver fatto qualche partita, durante i nostri test, abbiamo notato una certa latenza nella risposta dei comandi, un problema non da poco, considerando il gameplay spietato e inflessibile di molti dei giochi inclusi. Il fenomeno è parzialmente legato al lag degli schermi LCD, ma il problema è molto più pronunciato rispetto allo SNES Mini. Ci siamo tolti il dubbio provando gli stessi giochi su un vero C64 d'epoca, e la differenza è palese. Allo stato attuale delle cose, il C64 Mini ha un problema di latenza, non tale da inficiare del tutto l'esperienza di gioco, ma sufficiente a far storcere il naso a chi cerca un'esperienza autentica. L'emulazione sonora è decorosa, ma imperfetta. Il SID è uno dei chip audio più particolari della storia e il C64 Mini (comprabile su Amazon.it a 79.98 euro) non riesce sempre a fare giustizia ai suoi filtri. Su questo fronte, però, non c'è da stupirsi, perché anche i migliori emulatori su PC non riescono a cogliere la magia ruggente dei vecchi biscottoni.

La selezione di giochi.
Stando a Gamebase64, il progetto che si propone di "documentare tutti i giochi del C64, prima che sia troppo tardi", la ludoteca del 64 include più di 25.000 (venticinquemila!) giochi. È una cifra da prendere con le pinze, perché include anche migliaia di bootleg e prodotti amatoriali, ma dà un'idea della vastità del catalogo da prendere in considerazione. Il C64 Mini propone una selezione di 64 giochi, con alcune perle di gameplay come Impossible Mission, qualche capolavoro musicale come Monty on the Run, ma anche un po' di sano ciarpame a 8 bit. Creare una selezione esaustiva con tutti i giochi meritevoli sarebbe stato impossibile, anche sul fronte dell'acquisizione dei diritti, ma ci sono alcune lacune dolorose, come International Karate+, Last Ninja 1 e 2, Turrican e Bruce Lee. Sono giochi iconici del C64 e sarebbe stato bello averli di default sul Mini. La domanda sorge spontanea: è possibile installare altri giochi senza modificare la console? La risposta è sì, ma il procedimento è di una scomodità demenziale. Bisogna recuperare l'immagine del disco (il file .d64), salvarla su una chiavetta USB, rinominandola "THEC64-drive8.d64", inserire la chiavetta nel C64 Mini, collegare una tastiera USB, avviare il Basic e digitare "LOAD "$",8LIST", identificare il file corretto del gioco e scrivere "LOAD "NOME GIOCO",8,1". Facile, no? No. Per niente. E non parliamo dei giochi multi disk, per i quali il processo va ripetuto due volte, appoggiandosi al sistema di savestate della macchina. I produttori promettono l'aggiunta di un metodo più user friendly con un futuro firmware, ma allo stato attuale delle cose tanto vale farsi lo sbattimento di impostare un emulatore tradizionale.

Il C64 Mini, pur essendo una soluzione valida per chi vuole una godersi una dose di Commodore senza problemi tecnici, è un'occasione sprecata. La qualità di produzione non è delle migliori, l'emulazione non è immune ai problemi della latenza e la selezione dei giochi soffre di qualche assenza eccellente. I veri retromaniaci sanno che nulla può sostituire il calore di un tubo catodico e di un computer d'epoca, ma con qualche accorgimento in più il C64 Mini poteva essere la macchina ideale per chi non ha lo spazio, la disponibilità e il tempo di dedicarsi all'hardware vintage. Per chi si sa accontentare lo è comunque, ma sarebbe bastato così poco per fare tanto di più.

Fonte: https://www.everyeye.it

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

 

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