Quando diverse persone sono impegnate in un compito comune, le loro onde cerebrali seguono schemi tra loro molto simili, come se fossero sincronizzate. Lo dimostra un esperimento su una classe di studenti di liceo seguiti per un semestre nelle normali attività didattiche.



Quando sentiremo dire “siamo tutti sintonizzati sulla stessa lunghezza d'onda”, d'ora in poi sapremo che non si tratta di una metafora. Uno studio pubblicato su “Current Biology” da ricercatori della New York University e dell'Università di Utrecht guidati da David Poeppel ha infatti dimostrato che quando un gruppo di persone sono impegnate in un compito comune, per esempio assistere a un lezione in classe, le loro onde cerebrali mostrano schemi tra loro molto simili.

Nello studio, Poeppel e colleghi hanno registrato simultaneamente il tracciato dell'elettroencefalogramma di una classe di studenti di un liceo di New York durante un intero semestre scolastico e nel corso delle normali attività didattiche. Grazie a una tecnica di analisi innovativa, hanno verificato che l'attività cerebrale dei soggetti era "sincronizzata", in misura minore o maggiore a seconda dei diversi compiti in cui la classe era impegnata.

“Le nostre onde cerebrali 'cavalcano' gli schemi di onde sonore e di impulsi luminosi che ci stanno intorno, e quanto più prestiamo attenzione agli schemi temporali, tanto più il nostro cervello rimane collegato a questi schemi”, ha spiegato Suzanne Dikker dell'Università di Utrecht, coautrice dello studio. “Perciò, se io e una persona vicina siamo più impegnati, le nostre onde cerebrali saranno più simili tra loro, perché sono 'sintonizzate' sulla stessa informazione”.

Secondo gli autori, la sincronia cerebrale ha come obiettivo principale la sincronizzazione del comportamento durante l'interazione sociale umana. Per esempio, è richiesta quando due persone intrattengono una buona conversazione, quando camminano per strada, o ballano insieme. Questi risultati corroborano l'idea che un fattore cruciale per l'attivazione del cervello è l'interazione sociale, anche se le persone stanno solo ascoltando la stessa lezione o guardando lo stesso filmato.

“La sincronizzazione cerebrale influenzava anche l'interazione sociale faccia a faccia, e rifletteva quanto l'insegnante e gli altri studenti piacessero al soggetto analizzato: riteniamo che tutti questi effetti possano essere spiegati ipotizzando che nelle attività studiate, che implicavano interazioni dinamiche di gruppo, entrino in gioco i meccanismi di attenzione condivisa”, ha aggiunto Dikker.

Per proseguire con la ricerca, gli autori hanno ora in programma un vasto progetto in cui saranno registrate onde cerebrali e parametri biometrici di 45 persone ospitate tutte simultaneamente in un auditorium. Obiettivo della sperimentazione è capire in particolare quali siano le condizioni ottimale per fruire collettivamente di uno spettacolo, quale sia, se esiste, la dimensione ideale del gruppo di ascolto, e se le interazioni sociali prima dello spettacolo tra gli spettatori possano migliorare l'esperienza. (red)

Fonte: https://www.lescienze.it

 

 

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