RetroShare è un software libero per la condivisione di file, criptata, con posta elettronica senza server, messaggistica istantanea, BBS basandosi su una rete friend-to-friend costruito su PGP pubblicato il 20 febbraio 2012. Non è strettamente una darknet dato che i "pari" possono opzionalmente comunicare certificati e indirizzi IP, da e per i loro amici.

 

 

È disponibile per sistemi operativi Windows, Linux, FreeBSD, e Mac OS X. Dopo l'installazione RetroShare genera una coppia di chiavi PGP. Dopo l'autenticazione e lo scambio di una chiave asimmetrica, ssl è usato per stabilire una connessione. La criptazione è fatta usando OpenSSL. Gli amici di amici non possono connettersi come preimpostazione, ma loro possono vedere l'un l'altro se l'utente lo permette. Il gruppo di sviluppatori dichiara che non c'è spam o opzioni aggiuntive da installare, e nessun dato è salvato nel cloud o in qualche server centrale della Retroshare. Si possono condividere cartelle fra gli utenti. Il trasferimento file è fatto con un sistema multi-hop a sciame. I file sono rappresentati dal loro hash SHA-1, e i link dei file http correlati possono essere esportati, copiati e incollati all'interno e al di fuori di RetroShare per pubblicare la loro locazione virtuale in una rete RetroShare.

Caratteristiche.
Ricerca di amici.
Messaggistica istantanea.
Chat di gruppo.
Canali come IRC.
Forum anonimi/autenticati.
Ricerca Multi-hop di file.
NAT hole punching.
Swarming come nei protocolli BitTorrent.
Interfaccia utente indipendente dalla piattaforma basata su Qt (toolkit).
Localizzazione in 9 lingue.
Condivisione di file con amici ed anonima.
Schema URL per i file condivisi.
Completamente decentralizzato.
Localizzazione IP opzionale usando Kademlia DHT.
Supporto al port forwarding UPnP / NAT-PMP.
Panoramica su tutti i file condivisi.
Scaricamento/caricamento multiplo e simultaneo di file.
Supporto ad estensioni.
Supporto al recupero dello scaricamento dopo essere uscito dal programma.
Aggiungere gli scaricamenti attraverso collegamenti da siti Internet.
Panoramica sulle statistiche di instradamento Internet.

Fonte: http://it.wikipedia.org

 

 

RetroShare permette un file-sharing P2P protetto e anonimo. Il segreto del recente successo di questo client si deve proprio all'ondata di chiusure che sta investendo il mondo del file hosting - lo scandalo MegaUpload di fatto ha provocato uno tsunami. La rete RetroShare, nello specifico, permette alle persone di creare dei circuiti di scambio protetti e codificati. Insomma gli utenti possono aggiungere nuovi amici scambiandosi certificati PGP (Pretty Good Privacy). Secondo il crittografo Bruce Schneier rappresenta la tecnologia più vicina a quella di livello militare. Oltre a questo tutte le comunicazioni sono codificate con standard OpenSSL e i file scaricati da uno sconosciuto passano sempre attraverso il sistema di un amico. Insomma, si crea una vera e propria Darknet virtualmente invisibile all'esterno. "L'interesse nei confronti di RetroShare è balzato alle stelle negli ultimi due mesi", ha confermato il fondatore del progetto DrBob a TorrentFreak. "A gennaio i nostri download sono triplicati quando SOPA ha raggiunto il suo picco massimo. Si sono più che raddoppiati di nuovo a febbraio, quando i cyberlocker sono stati spenti o hanno bloccato la condivisione. Al momento abbiamo 10 volte i download registrati nel dicembre 2011". La sensazione è che gli utenti cerchino maggiore sicurezza, privacy e libertà di condivisione. Uno spazio inaccessibile agli occhi delle istituzioni, delle aziende e degli inserzionisti. "RetroShare è libero dalla censura: come Facebook che banna le foto oscene dei seni che allattano. Un network che ti permette si usare qualsiasi pseudonimo, senza insistere nel sapere il tuo vero nome. Un network dove non ti confronterai con il rischio della galera o il divieto di entrare in un paese per un tweet innocente", ha ricordato DrBob. Eccoci di fronte a uno spazio super-protetto che ovviamente non può che essere visto con sospetto dagli inquirenti e dal mondo legale. Non è un reato desiderare una maggiore privacy online o adottare strumenti informatici per proteggere le proprie comunicazioni, ma a nostro parere sapere che questi strumenti possano essere utilizzati da criminali non può che provocare disagio. Magari vi trovate in una Darknet dove si scambiano fumetti, e poi si scopre che qualcuno ne approfitta per condividere ben altro. Non è un discorso semplice e neanche banale. L'unico consiglio di buon senso che sentiamo di dare a tutti è di tenersi lontani da ciò che non si conosce. Non scherzate con la dimensione underground del Web. Per quanto affascinante è pur sempre molto pericolosa.

Fonte: http://www.tomshw.it

 

 

 

 

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