Lasah è un elefante asiatico originario della Malaysia che in 36 anni di vita ha conosciuto solo soprusi e sfruttamento.

 

 

Rinchiuso in vari zoo è stato usato come comparsa in alcune pubblicità e anche in un film , prima di essere spedito presso il Langkawi Elephant Adventures nel 2006, dove da 10 anni è costretto a trasportare i turisti sul proprio dorso. Poi, l’agosto scorso, le foto pubblicate dall’associazione Friends of the Orangutan (FOTO) portano alla luce il lato oscuro dell’esistenza di questi animali, spesso nascosto agli occhi dei turisti. Nello specifico, durante la notte, le zampe di Lasah vengono incatenate al suolo, impedendogli di distendersi per dormire. L’obiettivo è quello di affaticare l’animale e renderlo perciò più mansueto e ubbidiente al suo addestratore. Oltre ad essere crudele, si tratta di una pratica illegale in Malaysia. Sono in molti ad essere rimasti scioccati e ad aderire alla petizione che chiede di porre fine a questo sopruso: 306.000 firme sono state già raccolte nell’arco di una settimana. La FOTO ha scritto:
"Dopo anni di soprusi e sfruttamento, Lasah è stato spedito a Langkawi nel marzo 2006. Da allora, è stato costretto a trasportare i turisti sul dorso nel caldo soffocante piegato alla volontà del suo addestratore." E’ stata fatta una richiesta ufficiale al Ministero dell’Ambiente Malese affinché venga data priorità al benessere di questo elefant,e e sia effettuato il suo trasferimento presso la riserva per elefanti di Kuala Gandah il più velocemente possibile, dove potrebbe dimenticare la schiavitù e tornare ad essere semplicemente un elefante. In un dichiarazione stampa, il direttore FOTO ha commentato amaramente:
"Si tratta del peggior caso di abuso di elefante in cui ci siamo mai imbattuti."
Inutile sottolineare che questo animale, dopo una vita in schiavitù, merita di vivere in pace nella riserva naturale. Uno dei sostenitori della petizione ha scritto:
"Tortura per il turismo! Chi paga per questo?"
Una domanda che deve far riflettere. Aggiungi il tuo nome alla petizione e aiuta Lasah a uscire dall’industria dello sfruttamento.

Fonte: http://www.holidogtimes.com



(Attenzione: immagini forti)

 

 

 

 

 

 

 

 

Lo scorso 22 aprile, una femmina di elefante è deceduta a causa di una crisi cardiaca presso il tempio di Angkor Vat in Cambogia. Aveva all’incirca 45 anni. Ormai da decenni Sambo, come si chiamava l’animale, era ridotto in schiavitù, costretto a trasportare i turisti.

Costretto a lavorare anche con 40°C .
Il giorno del decesso, l’elefante aveva ripetuto il solito tragitto, della durata di 40 minuti, già due volte. Cosa non insolita considerato che la città in cui lavorava, Siem Reap, è una meta turistica molto apprezzata per via dei siti archeologici. Un veterinario confermerà che il decesso è stato causato da una crisi cardiaca dovuta alle temperature troppo elevate (più di 40 °C, Ndr), come riporta il Daily Mail . Sambo faceva parte del gruppo di 13 elefanti usati dalla Angkor Elephant Company, la più grande società di trasporto a dorso d’elefante della Cambogia. “Siamo tutti rattristati di averlo perso”, ha dichiarato mestamente Oan Kiri, responsabile dell’azienda.

La triste condizione degli elefanti in Asia.
La sua tragica morte riaccende i riflettori sulle abominevoli condizioni in cui vivono gli elefanti destinati al mercato del turismo in Asia. Per poter sopportare questa esistenza, gli elefanti sono costretti a subire il cosiddetto “crushing” (letteralmente “schiacciare”), un addestramento crudele volto a spezzare e sottomettere il loro spirito. L’obiettivo è semplice: distruggere psicologicamente l’animale in modo che diventi la creatura in assoluto più docile, ed obbedisca al suo addestratore allo schioccare delle dita. Gli elefanti vengono legati con delle corde strette alle quattro zampe, la proboscide e il collo… Immobilizzati, vengono lasciati a digiuno per diversi giorni, e picchiati regolarmente in modo che non possano dormire.

Già 74.000 firme per porre fine alle passeggiate a dorso d’elefante a Angkor Vat.
Dopo la morte di Sambo, sono in molti a chiedere che venga posta fine a questa pratica turistica nella regione cambogiana. In soli pochi giorni la petizione lanciata dal sito Change.org ha raccolto più di 74.000 firme. Per firmare recatevi qui .

Fonte e video: http://www.holidogtimes.com

 

 

 

Picchiati, maltrattati e torturati: questo il destino di migliaia di elefanti in Thailandia durante il loro addestramento per essere usati nel settore turistico. Uno degli animali simbolo di questo Paese, l’elefante è diventato ormai una delle principali attrattive turistiche. Sono tanti i turisti che provano l’esperienza di una avventurosa escursione nella giungla thailandese in groppa a questo animale mastodontico. Questo video ti mostra purtroppo la reale vita di questi animali ormai sempre più schiavi di una vita artificiale fatta di violenze.

Fonte: http://paneecirco.altervista.org

 


 

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