Il tenore di vita degli ucraini è diminuito drasticamente rispetto a prima di Euromajdan. Il fallimento economico del governo Poroshenko finora viene attribuito a guerra civile e operazioni militari, ed è probabile che l’Ucraina sarà teatro di un massiccio sconvolgimento sociale. E’ chiaro che Poroshenko non intende applicare l’accordo Minsk 2 sul decentramento federativo dell’Ucraina nelle regioni di Donetsk e Lugansk, per esempio. Inoltre, se Poroshenko riprende le operazioni militari nel nord del Donbas o da Mariupol, senza controllare completamente il confine con la Russia, l’esercito ucraino rischia di essere sconfitto ancora una volta, come ad agosto e settembre 2014 e marzo 2015. In questo caso, i territori secessionisti supererebbero le regioni etniche di Donetsk e Lugansk.

 

 

Il parlamento ucraino ha recentemente adottato una legge che abolisce gli accordi di transito in Ucraina per le forze di pace russe in Transnistria. Limanske, a 3 km dal confine della Transnistria, è attualmente utilizzata come base di manovra da 299.ma Brigata aerea (equipaggiata con aerei da attacco al suolo Su-25) e 28.mo Squadrone (dotato di bombardieri Su-24M), entrambe di stanza a Nikolaev (70 km a est di Odessa). Diversi battaglioni della Guardia nazionale ucraina sono dispiegati a Balta, nella regione di Odessa. La città di Balta, a 20 km dal confine con la Transnistria, è un importante centro di comunicazione che collega Kiev a Odessa e Kishinev. Distante solo 70 km e senza alcuna barriera naturale tra Odessa e il confine con la Transnistria, la distanza può essere coperta in meno di due ore dai blindati ucraini. Allo stesso tempo, le unità genieri dell’esercito ucraino della regione di Odessa possono costruire fortificazioni in alcune zone del confine con la Transnistria. Le fortificazioni possono servire all’esercito ucraino come basi di partenza per una possibile offensiva. Sotto tali auspici, Petro Poroshenko ha nominato l’ex-presidente georgiano Mikheil Saakashvili governatore della regione di Odessa, anche se la giustizia georgiana ha emesso numerosi mandati di arresto per casi cui è collegato. In uno è accusato di aver ordinato a Roman Shamatava, direttore del dipartimento per la Protezione della Costituzione del Ministero degli Interni, di organizzare squadroni della morte per liquidare gli oppositori. Con il pretesto della lotta a criminalità organizzata e spie russe, durante il mandato di Saakashvili un centinaio di persone è improvvisamente morto o scomparso (compreso il banchiere Sandro Ghirglviani, il primo ministro Zurab Zhvania e il miliardario Mona Patrakashvilii), cedendo le loro ricchezze al clan di Saakashvili. La stampa georgiana sostiene che Saakashvili avrebbe nelle banche statunitensi ricchezze superiori a quelle complessive degli oligarchi Poroshenko e Igor Kolomojskij (governatore della regione di Dnipropetrovsk). L’unica spiegazione per la nomina di Saakashvili è che la Transnistria (dove il 30% della popolazione si dichiara ucraino) confina con Odessa, e Poroshenko, probabilmente consigliato dalla Casa Bianca, valuta un’operazione militare nella regione. Se non funzionasse, la colpa sarà di Saakashvili che si rifugerà negli Stati Uniti. Saakashvili si rivelò nell’agosto 2008 un avventuriero senza scrupoli, attaccando l’Ossezia del Sud, nella “guerra dei cinque giorni”. Il primo giorno, l’esercito georgiano attaccò, e negli altri quattro fu inseguito dai russi fino a Tbilisi. L’offensiva georgiana in Ossezia del Sud iniziò la sera del 7 agosto 2008, con l’85% delle truppe di terra dalla Georgia. Il ‘grande stratega’ Saakashvili consigliato dagli Stati Uniti, commise un errore fatale lasciando libero il tunnel del monte Roki, lungo due chilometri, che collega l’Ossezia del Sud all’Ossezia del Nord, cioè alla Russia. Ciò permise, nella giornata dell’8 agosto, alle brigate meccanizzate russe di raggiungere Tskhinvali e inseguire le truppe georgiane. All’inizio di quest’anno l’analista politico ucraino Sergej Gajdaj, direttore del Centro per la Pianificazione Strategica, aveva già descritto l’operazione “Boomerang“, una guerra lampo in cui “omini verdi” ucraini occupano la Transnistria in cinque giorni, catturando i leader della Transnistria e il contingente di 400 peacekeeper russi che vi staziona. I rappresentanti dell’Alleanza politica per l’integrazione europea della Moldavia, che governa il Paese, scoprono con sorpresa che Gagauzia e Transnistria potrebbero tornare all’Ucraina come risarcimento per la perdita della Crimea. La Repubblica di Moldova perderebbe il 30% del territorio.

 

 

La Transnistria ha un esercito di 7.000 uomini su tre brigate di fanteria meccanizzata (di stanza a Tiraspol, Ribnitsa e Dubasari) equipaggiate con 50 carri armati (T-55 e T-64), 30 veicoli da combattimento per la fanteria BMP-1, 107 blindati (BTR-60/70, BRDM-2), 40 lanciarazzi da 122mm (BM-21 Grad), 73 pezzi di artiglieria D-44 e mortai da 120mm. La difesa antiaerea è costituita da missili portatili Igla, 40 cannoni ZU-23-2 da 23mm (2,5 km di gittata), S-60 da 57mm (6 km) e KS-19 da 100mm (12 km). L’aviazione della Transnistria ha un aereo da trasporto Antonov An-26 e 5 elicotteri da trasporto Mi-8. Se un attacco alla Transnistria da Chisinau è estremamente difficile a causa della barriera naturale formata dal fiume Dniester, un attacco da Odessa per l’esercito ucraino non pone problemi. Il più veloce movimento offensivo comporta la frammentazione del dispositivo militare della Transnistria, suo isolamento e distruzione parziale. I percorsi operativi probabili sono, da Sud Lymanske-Slobozia-Tiraspol-Bender, dal centro Crasii Ocní-Dubasari e da Nord Balta-Ribnitsa. Per sorprendere la Transnistria e conquistare facilmente Tiraspol, unità dell’esercito ucraino dovrebbero attraversare Budjak (centro-ovest della regione di Odessa) per la Gagauzia (territorio moldavo). Di conseguenza, probabilmente non vi passeranno mai.

 

 

Sergej Lavrov ha detto che la Russia reagirà come in Ossezia del Sud, se le sue truppe in Transnistria saranno attaccate. Ma la Russia non confina con la Transnistria e il trasporto aereo implica che gli aerei russi sorvolino il Mar Nero dalla Crimea alla foce del fiume Dniester, e da lì volare nello spazio aereo dell’Ucraina o della Repubblica di Moldova alla Transnistria. I 12 sistemi missilistici antiaerei S-75 Dvina in Moldavia possono essere facilmente eliminati dai russi, come tutti i sistemi missilistici antiaerei dell’Ucraina. È interessante notare che lo stesso giorno in cui l’ex-capo georgiano Mikhail Saakashvili veniva nominato governatore della regione ucraina di Odessa, sul Mar Nero il cacciatorpediniere statunitense USS Ross lasciava il porto di Costanza cercando di avvicinarsi a 25 miglia dalla Crimea. Fu subito messo sotto sorveglianza dagli aerei russi Su-24. Come lo scudo degli Stati Uniti di Deveselu, il cacciatorpediniere USS Ross è armato con missili antiaerei RIM-174/Missile Standard-6 ERAM (370 km di gittata), RIM-156 A/Standard Missile-2 (190 km di gittata) e RIM-7 Sea Sparrow (gittata di 19 km). E come armi offensive è dotato di missili da crociera BGM-109G Tomahawk e missili controcosta RGM-165/Standard Missile-4 (280 km di gittata). E’ probabile che i missili antiaerei statunitensi possano essere annientati dalle interferenze dei russi. Per contrastare il ponte aereo russo con la Transnistria, un cacciatorpediniere AEGIS degli Stati Uniti dovrebbe essere collocato vicino la Crimea, sulla rotta dei velivoli russi, e un altro nelle acque territoriali ucraine, nei pressi della foce del fiume Dnestr. Il cacciatorpediniere posto alla foce del Dnestr potrebbe essere utilizzato per imporre il divieto di accesso ai velivoli militari russi nello spazio aereo di Ucraina, Moldova e Transnistria, e anche per colpire le forze di terra della Transnistria. Un alto funzionario della NATO ha detto all’ex-analista dell’intelligence della NSA e professore presso il Naval War College John Schindler che il mondo sarà probabilmente in guerra questa estate, e se saremo fortunati, non sarà nucleare. In un editoriale sul Quotidiano del Popolo pubblicato nel settembre 2014, l’analista militare cinese Han Xudong avvertiva che Pechino doveva prepararsi alla possibile terza guerra mondiale causata del conflitto tra Stati Uniti e Russia sulla questione ucraina. Poroshenko ha interesse a che la guerra diventi globale. L’amministrazione USA vuole la guerra, ma limitata al continente europeo. La Russia non si ritirerà, e se gli ucraini crollano e gli statunitensi li sosterranno, allora scoppierà. L’Unione europea intende affiancarsi a Ucraina e Stati Uniti in questo “caso” devastante a cui non è assolutamente preparata, dato che l’80% del territorio europeo sarà il terreno di confronto tra statunitensi e russi?

Valentin Vasilescu Reseau International del 5 giugno 2015

 

 

L’attacco a Tiraspol inizierà da Kotovsk
“Svobodnaja Pressa” ha appreso i dettagli della provocazione preparata dai servizi speciali ucraini per innescare la guerra contro la Transdniestria
SVPressa del 5 giugno 20152Histoire et Societé

Nella regione di Odessa si prepara una grande provocazione che servirà da pretesto per l’invasione ucraina della Repubblica moldava di Transnistria (TMR). Il SBU ha iniziato a reclutare giovani emarginati per inscenare la “cattura” della città di Kotovsk, a 20 km dal confine con lo Stato non riconosciuto. Secondo lo scenario dei servizi di sicurezza ucraini, i giovani prezzolati dovrebbero pretendersi “terroristi” della Transnistria o cittadini di Odessa contrari alla nomina del governatore della regione Mikhail Saakashvili. La cosa importante di tale operazione speciale è creare un’immagine credibile ai media di un attacco alla sovranità dell’Ucraina da parte di attivisti filo-russi. La grande campagna di propaganda deve giustificare presso l’opinione pubblica occidentale l’ingresso delle truppe ucraine in TMR. Il SBU vuole simulare una “rivolta popolare”, tanto più che la nomina di Saakashvili suscita malcontento, ha spiegato il presidente del comitato di sorveglianza della Novorossia Vladimir Rogov. I servizi speciali offrono ai giovani 5-6000 grivna al giorno perché stiano sulle barricate di Kotovsk, una città di 50 mila abitanti. Il SBU promette impunità totale ai partecipanti. L’unica condizione per evitare di essere molestati dalle autorità è non togliersi il passamontagna e sparare con le armi consegnate solo in aria. I servizi segreti dell’Ucraina hanno scelto di reclutare principalmente disoccupati. È chiaro che per loro cinquemila grivna al giorno sono una somma enorme. Anche se quasi nessuno li vedrà, nel caso i giovani verrebbero eliminati, e su cui possibilmente trovare documenti delle forze aeroportate o del GRU russi. Forse i provocatori di Kotovsk proclameranno la Repubblica Popolare di Odessa, dando il segnale per una grande repressione. Ma la cosa principale sarà l’occasione per attaccare la Transnistria e trascinare la Russia in un conflitto militare. Indirettamente, tale scenario è confermato dal fatto che il 4 giugno la Rada Suprema dell’Ucraina ha adottato una legge per l’ammissione di truppe straniere nel Paese, anche confermato dal fatto che le truppe di Nikolaev e Melitopol vengono ora trasferite nella regione di Odessa, direttamente al confine con la Transnistria. Va notato che dall’inizio dell’anno è stato osservato un intenso lavoro nel porto di Ilijchevsk per potere ricevere carichi. A maggio, il porto ha ricevuto numerosi contenitori non controllati dalla dogana…

 

 

 

 

Transnistria: Un altro fronte nella guerra civile? Blocco e nomina di Saakashvili
L’analista “Jurasumij” fornisce ragioni di guerra e blocco in Transnistria e nomina di Saakashvili
Jurasumij, Politrussia del 3 giugno 2015 – Fort Russ

La Transnistria è uno dei più antichi conflitti nel territorio dell’ex-Unione Sovietica. Negli anni ’90 “guerra dell’informazione” e “rivoluzione colorata” non esistevano ancora, ma se si guarda la catena di eventi che portarono la Transnistria allo stato attuale è possibile vedervi molti aspetti familiari, più volte visti in Ucraina, Kirghizistan, Armenia, Azerbaigian. La nuova escalation del conflitto avviene mentre la lotta per l’Ucraina è in fase critica.

La trama.
La guerra in Transnistria è già storia. Più di 20 anni fa, questa zona stretta lungo il fiume Dnestr fu teatro di una guerra in cui i cittadini dell’impero appena crollato cominciarono a uccidersi a vicenda. A causa della novità non fu capito, ma tutti gli attributi classici delle rivoluzioni colorate nell’ex Unione Sovietica apparvero in Moldova: nazionalismo, questione della lingua, russofobia. Allo stesso modo, i movimenti neo-nazionalisti provarono con prontezza e persino crudeltà a cancellare gli altri. La pulizia delle città (Bender, 19 giugno 1992), l’eliminazione delle famiglie dei miliziani, il tentativo di rumenizzazione violenta, tutto familiare, no? D’altra parte il Voentorg (allora si chiamava 14.ma Armata), cosacchi, volontari e conseguente sconfitta degli aggressori. Anche familiari? Ci fu anche una “Minsk” in Transnistria che congelò la guerra per più di 20 anni. Ma il problema non è stato risolto. La ferita non è mai guarita, e non appena il segnale fu dato dal centro, l’escalation dell’opposizione ricominciava trascinandovi nuovi partecipanti.

Nuove variabili.
In Moldova il partito comunista era molto forte, e alla fine degli anni ’90 era una forza influente nel Paese, formando anche un governo nel 2001. Sotto il comunismo, fino al 2009, la Moldavia era calma, ma l’anno scorso il partito comunista ha perso la maggioranza, e il Paese subì una serie di elezioni anticipate, e fino al 2014 era in stato di anarchia. Nel maggio 2014 (coincidenza?), grazie in particolare a massicce interferenze (fin troppo familiare) nelle elezioni, i nazionalisti salirono al potere… Volgendosi al confronto, all’ombra degli eventi in Ucraina. Ma per l’osservatore attento le somiglianze nelle situazioni erano chiare a tutti. Il governo nazionalista della Moldova intraprese la via all’unione con la Romania, ma la Transnistria la bloccava. L’arrivo simultaneo al potere a Kiev dello stesso tipo di regime nazionalista in Moldavia e Romania, dava la possibilità di risolvere la questione della Transnistria una volta per tutte, tanto più che rientra assai bene nei piani del loro padrone, gli Stati Uniti. Per Washington restringere i confini della Russia è il compito principale di tutta la sua politica europea. E non usare la Transnistria circondata da nemici sarebbe stato semplicemente stupido, soprattutto perché vi ha messo molto impegno e denaro per risolvere la questione della Transnistria. Ci sono due vie per raggiungere tale obiettivo. Per convenzione le chiameremo via della pace e via della guerra. La via pacifica implica la creazione di condizioni non militari che si traducano in rimozione o controllo della Transnistria dalle forze di mantenimento della pace “internazionali”, che porrebbe fine al controllo della Russia sui processi regionali. La Russia chiaramente non può scegliere tale opzione, significherebbe la perdita d’influenza residua nei Balcani e significativo indebolimento della sua posizione nel quadro ucraino. Militare. Qui è necessario spiegare. Militarmente la Moldova è un Paese abbastanza debole. Le forze armate (esercito) sono costituite da 6-7.000 truppe, insomma tre brigate blindate senza divisioni corazzate. L’artiglieria pesante è ridotta a un battaglione di artiglieria di obici trainati Gjatsint, con 3 batterie di 6 cannoni ciascuna, alcuni sistemi lanciarazzi multipli (MLRS) Uragan in deposito, 2 batterie di quattro unità, dal 2014. Le Forze Armate della Repubblica moldava di Pridnestrovia (Transnistria) sono costituite da quattro brigate di fanteria meccanizzata, un battaglione carri armati (18 T-64), grande forza di artiglieria (più di 100 cannoni e MLRS di grosso calibro), più quattro battaglioni di forze speciali. In totale 15mila effettivi e 10mila riservisti. Ma è solo la punta dell’iceberg. Nei depositi della 14.ma Armata in Transnistria vi erano, al momento del crollo dell’Unione Sovietica, 229 carri armati, 305 blindati e veicoli da combattimento della fanteria, 328 cannoni, mortai e MLRS dal calibro di 100 mm in su. Parte significativa di queste armi fu trasferita all’esercito della Transnistria durante la guerra (“catturati”) o è ancora in deposito. Tutte custodite da due battaglioni di fucilieri motorizzati della Federazione russa, oltre a un battaglione di guardie. È interessante notare che sul territorio della Transnistria vi sono 50 mila cittadini russi, alcuni dei quali in servizio in queste unità e nella riserva delle Forze Armate. In tutto, Transnistria e unità russe potranno schierare 30000 effettivi basandosi sui depositi locali della 14.ma Armata: una forza formidabile. Eliminare questa potenza in Transnistria con mezzi militari sarà molto difficile, ma non può rimanervi. Quindi è necessario obbligare queste forze ad agire, lasciandole senza altra scelta…

Il blocco.
Era saltuario: da oltre 20 anni ci sono sempre piani “grigi” per fornire i prodotti necessari alla Transnistria, permettendo a mezzo milione di persone di vivere e lavorare nell’economia locale. La PMR sfrutta anche il commercio delle armi. Ma con i nazionalisti al potere a Kiev le nubi cominciano ad accumularsi sull’enclave. E’ chiaro che Chisinau (la capitale moldova) e Kiev agiscono di concerto secondo i piani degli Stati Uniti. Questo non era difficile capirlo. Forse inizialmente si è ipotizzato che dopo la frantumazione dell’opposizione del Donbas, le unità del regime di Kiev avrebbero aiutato il “fraterno popolo moldavo” a sbarazzarsi di “invasori” e “separatisti”, compito che sarebbe abbastanza fattibile per le Forze Armate ucraine. Ma le unità di Kiev sono state sconfitte due volte nel Donbas, e non si potevano assegnare sufficienti unità combattenti a tale operazione. Ulteriori piani, molto simili, furono redatti nell’autunno-inverno 2014, e con l’avvento della primavera cominciano ad essere attuati. Le Forze Armate ucraine hanno iniziato la costruzione di fortificazioni campali sul confine moldavo, e a maggio iniziato il trasferimento di unità da combattimento sul fronte moldavo. Qual è il senso di tale operazione? Il blocco che ora l’Ucraina attua in debita forma, molto presto potrebbe costringere la Transnistria all’azione, “Fare qualcosa o morire”, cioè la scelta che i “vicini” vogliono lasciare alla Transnistria. Una volta in una situazione del genere, la leadership della repubblica non riconosciuta potrà decidere di fare un passo disperato, attaccare Odessa, permettendo alle unità delle junta, contando sulla fortificazioni edificate, d’intervenire ancora proclamando i transnistriani “aggressori e terroristi”, e Kiev aiuterà l’esercito moldavo ad affrontarli. Perciò, in modo che il blocco sia solido e nessun cittadino di Odessa possa ingannare lo Stato, la supervisione della regione di Odessa doveva essere ferma, senza scrupoli e spietata con la popolazione, trovando l’uomo adatto. Chiunque abbia coinvolto il proprio popolo in una guerra suicida senza tremare alla prospettiva di fare la stessa cosa in terra straniera. Il suo compito è chiarire ai contrabbandieri di non interferire con Kiev nei rapporti con la PMR. E chi non si adegua, essere spogliato. A tal fine si ebbe il decreto sulla sostituzione di quasi tutti i capi locali. Sembra che siano stati sostituiti da certi partecipanti di Maidan. Loro non esiteranno, come hanno più volte dimostrato, tanto più non sono del posto. Infine, due cose la nomina di Saakashvili a capo dell’amministrazione statale della regione di Odessa e la coerenza dei nazionalisti moldavi e ucraini, confermano ancora una volta che non c’è una guerra di liberazione ucraina, moldava e di altri popoli. Invece c’è una grande guerra civile nell’ex-Unione Sovietica che, come la precedente (1917-1921), è stata avviata dall’estero con soldi stranieri e per gli interessi stranieri. Si tratta, infatti, dallo stesso copione.

 

Traduzione di Alessandro Lattanzio – SitoAurora

Fonte: https://aurorasito.wordpress.com

 

 

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