Un professore associato presso il Japan National Institute of Informatics (NII) ha messo a punto una nuova tecnologia in grado di contrastare i sempre più invadenti sistemi di riconoscimento facciale e foto-tagging sui siti di social networking. I sistemi di riconoscimento facciale sono applicati in sempre più numerosi e disparati campi, dalla schedatura dei clienti nei negozi alla identificazione in tempo reale dei viaggiatori presso le dogane, quindi tale tecnologia anti-riconoscimento facciale potrebbe presto essere più che mai necessaria, per preservare la privacy.

 

 

Il professore Isao Echizen di NII, in collaborazione con il professor Seiichi Gohshi della Kogakuin University hanno sviluppato questa tecnologia - sul modello della linea di abbigliamento 'drone-proof' - per proteggere la privacy delle persone ormai minacciata dalle fotografie scattate e diffuse senza il consenso dello interessato, e delle foto scattate segretamente dalle camere di pc e smartphones.

"A causa della enorme diffusione dei terminali portatili con camera incorporata, e dello sviluppo dei Social Networking e delle tecnologie di ricerca delle immagini, non è difficile essere fotografati e poi esibiti e diffusi senza il proprio consenso, il che ha condotto ad una maggiore necessità di proteggere la privacy di questi soggetti", afferma un comunicato stampa del NII.

 

 

La tecnologia sviluppata da Echizen e Gohshi utilizza fonti ravvicinate di luce agli infrarossi per inabilitare la camera - e quindi impedire la fotografia e la tecnologia di riconoscimento facciale - senza compromettere la vista della persona che indossa la visiera.

Un notevole ambito d'utilizzo di tale tecnologia, probabilmente sempre più importante nel prossimo futuro, concerne la capacità di contrastare le applicazioni correlate alla realtà aumentata.

La tecnologia della realtà aumentata abbinata al riconoscimento facciale (v. correlati) è in forte crescita, con finanziamenti da parte di aziende come Viewdle (acquisita da Google secondo WebProNews), RIM, Qualcomm, Venture Partners Anthem, Western Technology Investment e Best Buy.

 

 

La tecnologia di Viewdle permette alle persone di "vedere il mondo attraverso un visore computerizzato con riconoscimento automatico di visi, prodotti ed oggetti. Si tratta di una tecnologia già adottata da molti dispositivi consumer di fascia alta già oggi sul mercato, quali smartphone, tablet, fotocamere e altri dispositivi abilitati."

Finoggi gli espedienti per la protezione della privacy contemplavano la "schermatura fisica dei volti o la loro colorazione, oppure la alterazione del taglio dei capelli." Tutti sistemi che richiedono alterazioni evidenti che in taluni casi rischiano di provocare l'effetto opposto, richiamando una grande attenzione. Altri metodi di schermatura del volto come l'uso di maschere, possono essere illegali in alcuni luoghi.

Tuttavia il nuovo sistema non potrà essere dichiarato illegale così' facilmente.

Questa tecnologia - sebbene sia agli albori del proprio sviluppo - sta già riscuotendo molta attenzione in Giappone, dove è stata presentata in televisione. Secondo Ryan Gallagher di Slate, Echizen avrebbe già ricevuto diverse offerte da aziende interessate alla commercializzazione degli occhiali.

"Stiamo lavorando sulla efficienza in assenza di alimentazione, tramite materiali che si autoalimentino assorbendo specifiche lunghezze d'onda", ha dichiarato Echizen. La cosa più sorprendente è che il professore predice che il prodotto finale sarà incredibilmente a buon mercato, costando circa 1 dollaro per unità.

UPDATE: Dobbiamo ricordare che esistono diversi altri sistemi di identificazione, altri tipi di biometrica, il riconoscimento vocale e forse - in futuro - una sorta di farmaco-biologico di identificazione basato su un profilo (biochip? - n.d.t.). Bisogna essere realisti circa la reale possibilità di mantenere l'assoluto anonimato e una completa privacy, allo stato attuale. A mio avviso è quasi impossibile essere del tutto anonimi, almeno negli Stati Uniti, Inghilterra, ecc. Detto questo, in futuro grazie ai progressi delle tecnologie volte a contrastare i sistemi di identificazione, come gli occhiali esaminati in questo articolo, questa possibilità potrebbe essere raggiunta.

Fonte estera: http://endthelie.com

Fonte italiana: http://www.anticorpi.info
Traduzione a cura di Anticorpi.info

 


 

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