Treviso: un quartiere fortificato.


A Santa Bona il Borgo San Martino: 55 abitazioni protette e videosorvegliate. Nasce a Treviso il primo quartiere a modello americano, praticamente fortificato, con videosorveglianza e la possibilità di ingaggiare un guardiano privato.



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TREVISO. Il muro sfiora i tre metri di altezza e circonda l’intero quartiere. All’interno sono previste cinquantacinque case abbinate destinate ad ospitare almeno centocinquanta persone. Per adesso ne sono state costruite 21, vendute già 20, di cui abitate sedici. L’unico ingresso, controllato, è costituito da un portone automatizzato, la cui altezza impedisce la vista del quartiere, dove sono stati realizzate strade, marciapiedi, parcheggi, giardini privati e una piscina centrale come spazio aggregativo.

Nasce a Treviso il primo quartiere a modello americano, praticamente fortificato, con videosorveglianza e la possibilità di ingaggiare un guardiano privato (ma questo dipenderà dalla volontà dei condomini): un complesso residenziale «in contesto chiuso di residenze a schiera: nel villaggio hanno accesso solo i residenti i quali godono quindi di viabilità interna e piscina privati, in poche parole confort e sicurezza».

Così viene descritto dalle eleganti brochure della Berno Real Estate, la società che ha realizzato l’intera urbanizzazione di via Nicola di Fulvio, a Santa Bona e che sta completando le vendite, senza particolari affanni. L’unico posto dove non ci sarà bisogno di porte blindate e si potranno lasciare le chiavi nel cruscotto dell’auto.

Il quartiere fortificato rappresenta un esperimento, per la prima volta applicato a residenze binate e non a semplici appartamenti in condominio. Agli ospiti viene chiesto di parcheggiare all’esterno prima di suonare il campanello.

Il piano urbanistico, approvato dieci anni fa, nasce dall’intervento della nuova casa di riposo Israa, che ha venduto un’area di 70 mila metri quadrati consentendo alla società immobiliare di realizzare una parte commerciale – dove si trova il supermercato Alì - e un’ampia zona verde, il parco Uccio di via San Martino. Il «forte all’americana» si chiama Borgo San Martino e sembra sia l’intervento immobiliare più ricercato negli ultimi mesi. Le vendite - nonostante il settore sia devastato da una profonda crisi - stanno andando molto bene, assicurano nel box commerciale allestito accanto al cancello di entrata.

A vederlo da fuori l’impressione è di un villaggio di massima sicurezza: l’alta cinta muraria, un sistema di videosorveglianza con codice di accesso, privacy e massima sicurezza. Praticamente a prova di topi d’appartamento, che se anche riuscissero a penetrare la fortezza non riuscirebbero ad uscire facilmente da soli.

«Si tratta di un intervento urbanistico che ci sta dando molte soddisfazioni. – spiega Roberto Berno, 68 anni, titolare con il fratello Remo della Real Estate che ha realizzato il complesso immobiliare - Coniuga il concetto di sicurezza e di privacy, elementi che sono percepiti in questo momento in testa alle priorità. Del resto non c’è niente di nuovo: anche la storia delle nostre città è contrassegnata dalle fortificazioni. Parlerei di villaggio chiuso, con l’idea di creare un borgo protetto. Ci siamo un po’ ispirati all’America».

Le vendite stanno andando molto bene. I prezzi sono medio alti ma non stellari: le casette hanno superfici tra i 170 e i 220 metri quadrati, a un prezzo compreso tra i duemila e i duemila e 200 euro al metro quadro. Con 400 mila euro, insomma, ci si compra una casa dentro al forte: sicurezza e privacy sono assicurati, la piscina è il relax del fine settimana e i bambini possono scorrazzare nel quartiere senza preoccupare le mamme. Spese condominiali contenute entro i mille euro in media all’anno. Tre anni fa, lo stesso esperimento urbanistico è stato realizzato a Castelfranco, dalla stessa società, e il mercato lo ha assorbito rapidamente.

Un esempio analogo si trova nel Pordenonese, a Fontanafredda, e si chiama Borgo Ronche: vi risiedono 250 persone che, assicurano, dormono sonni tranquilli.

Fonte: http://tribunatreviso.gelocal.it


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Articolo tratto da: Ogigia - http://ogigia.altervista.org/Sito/
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