Plant-e: elettricita' dalle piante.


Ricavare energia pulita dalle piante che crescono. Ecco l'obiettivo di Plant-e, una start-up olandese che ha sviluppato un sistema per sfruttare le piante come fonti di energia. Perché ciò avvenga, è necessario avere a disposizione piante da coltivare, acqua e una fonte luminosa. Il sistema funzionerebbe al meglio nelle risaie.



uploaded_image


Non è comunque necessario che le zone prescelte siano incontaminate. Il sistema sarebbe anche applicabile su terreni inadatti per la coltivazione di ortaggi destinati all'alimentazione. Le aree inquinate non destinabili all'agricoltura potrebbero dunque trasformarsi in fonti di energia. Plant-e non richiede l'installazione di infrastrutture complesse. Ciò rende semplice l'applicazione dell'idea in regioni isolate, dove al momento l'accesso alla corrente elettrica è assente. La teoria alla base del progetto è piuttosto semplice. Quando le piante compiono la fotosintesi, gran parte delle sostanze nutritive prodotte passa dalle radici al terreno. La materia organica diventa il nutrimento per i microrganismi che vivono nel suolo, i quali sono in grado di rilasciare elettroni come sottoprodotto della propria normale attività. Posizionando un elettrodo vicino alle radici, si otterrebbe un sistema per raccogliere l'energia e trasformarla in elettricità. La vita delle piante non sarebbe ostacolata in alcun modo da tale processo. Le piante, infatti, continueranno a crescere normalmente anche in presenza degli elettrodi e costituiranno una costante fonte di energia sia di giorno che di notte. Al momento il prototipo di un tetto verde che utilizza proprio questa tecnologia si trova in fase di test nei Paesi Bassi. Il team di Plant-e è già in grado di generare l'energia sufficiente al funzionamento di un telefono cellulare, ma la speranza è di raggiungere al più presto risultati ben più importanti. Plant-e, in combinazione con altre risorse per l'energia pulita, come il fotovoltaico, potrebbe contribuire alla riduzione della nostra dipendenza dalle fonti fossili.

Marta Albè

Fonte: https://www.greenme.it




uploaded_image









uploaded_image




Piante che producono energia. Diverse volte sul nostro blog abbiamo parlato di scoperte o ricerche finalizzate al raggiungimento di questo obiettivo. Abbiamo parlato di piante nanobioniche o di piante del deserto utili nella creazione di biocarburante. Oggi parleremo invece di Plant-e, un progetto diverso, realizzato da una startup fondata nel 2009 da Marjolein Helder e David Strick, uno spin off del dipartimento di tecnologia ambientale dell’Università di Wageningen. L’obiettivo del progetto è rendere le piante delle vere e proprie fonti dirette capaci di produrre energia pulita. La tecnologia alla base di Plant-e si chiama Plant-Microbial Fuel Cell ed è un particolare sistema che sfrutta la fotosintesi clorofilliana, in altre occasioni già usata come fonte di ispirazione per la creazione di energia pulita . Il processo funziona per sommi capi in questo modo: quando le piante compiono la fotosintesi clorofilliana, per la quale utilizzano una combinazione di anidride carbonica, acqua e luce, producono delle sostanze organiche necessarie al nutrimento del vegetale. Non tutti i nutrienti vengono però utilizzati dalla pianta e quelli in eccesso vengono rilasciati, attraverso le radici, nel terreno circostante. Qui, i microrganismi presenti nel suolo, una volta alimentati da queste sostanze nutritive, rilasciano come sottoprodotto elettroni. Ed è proprio seguendo questo processo naturale che, posizionando un elettrodo vicino le radici, si può trasformare l’energia prodotta dalla differenza di potenziale in elettricità fruibile dall’uomo. Senza alcun danno alle piante o particolari tecniche invasive. Un sistema così pensato può essere adottato su larga scala, in terreni adatti alla coltivazione (in cui potrebbero in questo modo essere rispettati i cicli di produzione alimentare), o anche in terreni inadatti alla coltivazione di ortaggi destinati all’alimentazione. Per ipotesi, questo sistema potrebbe essere utilizzato ad esempio sui terreni contaminati o inquinati che in questo modo si trasformerebbero in fonti di energia. Attualmente, questo tipo di tecnologia è ancora in fase di sperimentazione. Il team di ricerca, infatti, ha realizzato un prototipo su piccola scala nei Paesi Bassi. Per il momento, i numeri ottenuti sono bassi: si parla di 0,4 W per metro quadrato, ma gli obiettivi sono ambiziosi e si punta a raggiungere i 3,2 W. In tal modo, un territorio di 100 metri quadrati potrebbe essere capace di soddisfare il fabbisogno energetico di una famiglia. Il prototipo è stato posizionato su un orto urbano situato sul tetto di un edificio olandese. Dal progetto Plant-e nascono poi dei sottoprodotti che potrebbero essere immessi in commercio già entro la fine del prossimo anno: parliamo di Plant-e mobile, capace di produrre energia sufficiente a ricaricare uno smartphone; Plant-e Hotstop, prodotto per sostenere una connessione wi-fi e, per ultimo, Plant-e Roof, che, se installato sui tetti degli edifici, potrebbe portare a una riduzione drastica dei consumi energetici. Per avere maggiori delucidazioni sul progetto, potete visitare il sito ufficiale: http://www.plant-e.com .

Fonte: https://www.ambientebio.it




uploaded_image





Articolo tratto da: Ogigia - http://ogigia.altervista.org/Sito/
URL di riferimento: http://ogigia.altervista.org/Sito/index.php?mod=read&id=1489316761