SpaceX ha chiesto alla Federal Communications Commission (FCC), l’agenzia americana che si occupa delle comunicazioni, di poter lanciare 4.425 satelliti per la sua futura costellazione per la connessione ad Internet su scala mondiale.

E’ quanto emerge dai documenti consegnati la scorsa settimana dall’azienda fondata da Elon Musk alla FCC. Si tratta di fatto delle prime novità sul nuovo progetto satellitare di SpaceX, che annunciato nel gennaio del 2015, sembrava passato in sordina dopo i due incedenti del Falcon 9 ed il progetto per la conquista di Marte. Nell’occasione di un evento organizzato a Seattle quasi due anni fa, Musk aveva spiegato che la costellazione dell’azienda sarà assemblata proprio nella città dello Stato di Washington, e che l’intero progetto avrà lo scopo di far fare un salto di qualità ad un settore (quello della connessione ad Internet via satellite) che il miliardario sudafricano aveva giudicato come ancora arretrato. La costellazione di SpaceX è finanziata indirettamente anche da Google che, proprio più o meno due anni fa, ha acquistato il 10% di SpaceX per un miliardo di dollari. Secondo i documenti consegnati alla FCC, i satelliti saranno posizionati in cinque diversi piani orbitali tra i 1.150 chilometri e i 1.250 km, in modo così da coprire una porzione di territorio di oltre 2mila chilometri di ampiezza. Ogni satellite peserà poco meno di 400 kg ed è progettato per una vita operativa di 5-7 anni, con un decadimento in atmosfera entro un anno dalla dismissione. I primi 800 satelliti serviranno solo per coprire gli interi Stati Uniti e, solo una volta interamente dispiegata, la costellazione sarà in grado di fornire un’ampiezza di banda di 1 Gbps per singolo cliente. I lanci saranno assicurati invece dai Falcon 9 dell’azienda. Difficile stimare i tempi. A Seattle Elon Musk aveva parlato del 2020 come inizio delle trasmissioni, ma è probabile che i problemi dell’ultimo biennio abbiano costretto l’azienda a centellinare i fondi da destinare ai nuovi stabilimenti, facendo così slittare il tutto di almeno due anni.

Il Falcon 9 presto in volo.
Uno dei problemi che ha dovuto affrontare SpaceX è stato l’incidente del Falcon 9 del primo settembre scorso, quando il vettore è esploso (per una causa che va ancora completamente accertata) mentre era fermo sullo Space Launch Complex 40 di Cape Canaveral due giorni prima del lancio del satellite AMOS-6. Da quel momento il Falcon 9 è fermo a terra e SpaceX ha interrotto il suo fitto manifesto lanci, che prevedeva un decollo ogni quindici giorni circa. Ieri Matt Dasch, CEO del provider satellitare Iridium, uno dei principali clienti di SpaceX, ha pubblicato su Twitter un’immagine del primo stadio del Falcon 9 in arrivo in California. Il secondo stadio, era invece arrivato l’8 novembre. I primi satelliti Iridium Next (costruiti tra l’altro in Italia da Thales Alenia Space) erano invece arrivati in estate. I sette lanci del Falcon 9 per Iridium, sono tutti attesi dalla base di Vandenberg, a nord di Los Angeles.

 

 

«Presto, molto presto», ha scritto Desch parlando del primo lancio della nuova costellazione Iridium, lasciando intendere che sarà rispettata la previsione di vedere il Falcon 9 di nuovo in volo prima della fine dell’anno.

Fonte: http://www.flyorbitnews.com

 


 

Odroid_XU4.jpg