La Russia e la Cina sono vicine alla firma di un memorandum d’intesa nel campo dell’esplorazione spaziale, soprattutto per possibili missioni verso la Luna e Marte. Lo ha annunciato nei giorni scorsi all’agenzia Tass il vice Primo Ministro russo Dmitry Rogozin, che ha la delega per lo spazio.

 

 

«Stiamo lavorando ad un accordo nel settore dei vettori e dello spazio per possibili progetti come l’esplorazione della Luna e di Marte, senza escludere la possibilità di missione umane congiunte», ha detto Rogozin.

In particolare, la scorsa settimana Rogozin ha avuto una serie di incontri con il suo omologo cinese Wang Yang. Al centro dei negoziati, le possibili cooperazioni tra le due agenzie spaziali e le potenziali integrazioni tra i due sistemi di navigazione satellitare, il GLONASS di Mosca e il BeiDou di Pechino.

I colloqui tra Rogozin e Yang, in realtà, sono solo l’ultimo di un lungo round di riunioni tra cinesi e russi. A maggio, i due Paesi avevano annunciato l’intenzione di creare degli standard nelle tecnologie spaziali, inclusa la possibilità di sviluppare sistemi di docking comuni che permetterebbero l’interoperabilità tra le diverse navette.

Il mese scorso, l’ambasciatore russo a Pechino Andrey Denisov aveva invece rivelato che i due Paesi stanno parlando di una possibile cooperazione per lo sviluppo di motori a razzo, settore in cui la Russia è tradizionalmente molto forte.

Al di là degli annunci, Cina e Russia hanno possibilità diverse. Pechino nel corso del 2016 ha presentato un nuovo spazioporto, una più moderna famiglia di vettori e, settembre, si appresta a lanciare la sua seconda stazione spaziale, la Tiangong-2. Anche Mosca ha progetti ambiziosi, sia nel campo dei vettori che delle missioni interplanetarie, ma che tuttavia devono far fronte a continui tagli di bilancio e, in generale, una minore capacità finanziaria.

C’è poi un’aspetto geopolitico da considerare. Finora i rapporti tra Cina e Russia non sono mai arrivati a completa maturazione per un motivo: nessuno dei due Paesi vuole recitare la parte del gregario ed entrambi pretendono il ruolo del protagonista.

La Russia mette sul piatto un know-how decennale, mentre la Cina conta su fondi potenzialmente illimitati. Quale dei due elementi debba vincere sull’altro è da sempre il nodo da risolvere.

Si tratta di una dinamica diventata evidente anche nel caso di un importante progetto sino-russo: la possibilità di costruire congiuntamente un aereo wide-body. Dopo anni di discussioni, pochi mesi fa Pechino e Mosca hanno dato ufficialmente al via lo sviluppo del velivolo. Il punto, adesso, è capire se riusciranno a portarlo a termine.

Fonte: http://www.flyorbitnews.com

 


 

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