Nel 1972, la fabbrica di automobili AvtoVaz (o VAZ) entrò a pieno regime nella nuova cittadina di Togliatti, sul Volga. Erroneamente definita Togliattigrad, il centro industriale (costruito per l'occasione) divenne il simbolo dell'espansione imprenditoriale di un gruppo innovativo, creativo e dalle grandi visioni: la FIAT degli anni 60 e 70. Vittorio Valletta, l'allora amministratore delegato, firmò con i vertici del Ministero dei Trasporti dell'Unione Sovietica un accordo - inaudito all'epoca - che avrebbe permesso all'azienda torinese di esportare in Russia (e negli altri paesi del blocco sovietico) un'ingente quantità di autovetture, componentistiche e ingegneri, per dare avvio alla produzione della famosissima Lada-Vaz Žiguli (una riproposizione della FIAT 124, la macchina della piccola borghesia italiana degli anni 60). Vediamo meglio i dettagli e le conseguenze di questo incredibile e miracoloso patto Italia-URSS che permise alla casa torinese di conquistare, letteralmente, il cuore e le abitudini di vita dei cittadini sovietici.

 

 

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