Il Kazakistan è uno tra i paesi più performanti di tutte le ex-repubbliche sovietiche in Asia Centrale, di gran lunga migliore di Uzbekistan e Turkmenistan. Dal 1991, al momento dell'indipendenza, le sorti della nazione sono state gestite dalle mani di un unico personaggio: Nursultan Nazarbaev, che nell'arco di trent'anni ha assunto la carica di sovrano assoluto in una repubblica "semipresidenziale". Tra le difficoltà incontrate, il Kazakistan ha dovuto fare fin da subito i conti con questioni interne (la grande varietà di popoli al suo interno, il numero di russi nel paese, l'utilizzo di una moneta - il tenge - svalutata fin dalla sua immissione) e soprattutto questioni esterne, prime fra tutti la Russia e la Cina, nazioni che oggi giorno sono diventate i principali partner dei kazaki. Entro i prossimi trent'anni, Nazarbaev ha programmato l'avvio del così detto Kazakhstan 2050 Project, un piano di ricollocazione e di investimenti di risorse nel paese, finalizzato a far entrare lo stato tra le principali trenta nazioni a livello economico del mondo e a trasformare la nuova capitale, Nur-Sultan (la vecchia Astana) in un hub strategico nel cuore dell'Asia. Qualunque sia il risultato dei piani futuri dell'ormai ex-presidente, è indubbio che un Kazakistan senza Nazarbaev sarebbe oggi un Kazakistan decisamente diverso.

 

 

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