Aveva messo in vendita il proprio rene per riuscire a pagare le tasse. E ora Equitalia lo ha denunciato per diffamazione. È l’incredibile storia di Mauro Merlino, un ex imprenditore di 40 anni e padre di famiglia per cui, purtroppo, il braccio armato dell’Agenzia Delle Entrate non ha mostrato alcuna pietà. Non importa se l’uomo si trova già in una situazione di estrema difficoltà, la sua impresa è fallita, è disoccupato e non sa come provvedere alla sua famiglia, gli esattori del “fisco amico” hanno mostrato il pollice verso e lo trascineranno in tribunale. Così il poveretto dovrà anche pagarsi le spese legali. Una vicenda senza precedenti che merita dunque di essere raccontata dall’inizio.

 

 

La sua azienda, nel modenese, fallisce per colpa della crisi, delle tasse e della burocrazia circa due anni fa. Il solito triste copione, insomma. A quel punto Merlino prova a rientrare nel mercato del lavoro, ma trova solo porte in faccia e al limite qualche impiego saltuario. In due anni cambia sei lavoretti ma sommandoli tutti non arriva a due mesi di lavoro effettivo. Nel frattempo, le tasse lo strangolano. Vistosi perso, decide di urlare tutta la sua rabbia e di lanciare una campagna mediatica volutamente provocatoria per far conoscere la sua storia e farsi ascoltare. «Metto in vendita il mio rene per pagare le tasse allo Stato», è il suo slogan. L’iniziativa, partita su Youtube, e ripresa dalla stampa in poco tempo diventa virale. Merlino diventa un’icona della lotta contro l’eccessiva pressione fiscale. Ed evidentemente l’ex imprenditore deve aver colto nel segno se Equitalia ha deciso di denunciarlo. Recentemente, infatti, Merlino ha ricevuto la notifica del provvedimento a suo carico da parte del suo avvocato. Ma contrariamente a quanto ci si aspetterebbe, non l’ha presa affatto male. «Per molti sarebbe una tragedia – scrive in un messaggio su Facebook – ma per me invece sarà una grande opportunità per riuscire a dirgli in faccia quello che penso». E il suo giudizio è netto: «Chinare ora la testa significherebbe macchiare la memoria di chi è morto strangolato da pizzi e ricatti di Stato». Infine un pensiero anche per i suoi figli: «Affronterò tutto questo con un sorriso. Il sorriso di un bambino che dopo di me vivrà da uomo libero e consapevole in un’Italia meravigliosa e non più governata da ladri».

Inutile dire che noi stiamo dalla sua parte. Inutile dire che ci vorrebbero tante persone con il coraggio di Mauro Merlino in Italia. Ma non si può aspettare di non aver più nulla da perdere per tirar fuori le unghie. A quel punto sarà troppo tardi, si saranno già presi tutto. Della amoralità di tasse e tassatori ha già scritto splendidamente il professor Marco Bassani e non c’è bisogno di aggiungere altro. Forse per cambiare tutto questo ci vorrebbe davvero una magia. D’altra parte non si chiamava forse Merlino quel mago che favorì la nascita del grande Re Artù e del mitico regno di Camelot?

Fonte: http://siamolagente.altervista.org

 


 

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