La Russia ha ufficialmente sospeso a tempo indeterminato il programma dei i treni strategici Barguzin. E’ quanto riportano i principali media del Paese. “Il programma Barguzin è considerato chiuso almeno per il prossimo futuro. Qualora vi fosse l’esigenza, il treno potrebbe essere messo in produzione in brevissimo tempo”. Il concetto del Nuke Train è una proiezione speculare terrestre del servizio deterrente balistico svolto dai sottomarini: i treni sono molto meno costosi. Dato che è impossibile determinare con precisione il luogo da dove potrebbero lanciare i missili, i convogli camuffati sono soprannominati treni della morte o treni fantasma. Negli ultimi venti anni i cinesi hanno sviluppato un vasto sistema ferroviario sotterraneo da dove spostare i propri treni armati con missili balistici intercontinentali DF-41. In sviluppo dal 1982, il sistema su rotaie cinese si basa sulla tecnologia del precedente rail-mobile sovietico chiamato Combat Railway Missile Complex. Durante la Guerra Fredda Mosca aveva in servizio dodici Molodets chiamati Combat Railway Missile Complex, equipaggiati con tre lanciamissili balistici RS-22. Nel 1969 l’Unione Sovietica, in risposta alla potenza nucleare dei sottomarini USA, schierò sull’intero territorio treni atomici perfettamente camuffati e che, di fatto, annullarono la rilevazione satellitare militare americana. I Molodets sono stati radiati dal servizio nel 1993. Dei 12 treni missilistici di epoca sovietica, dieci sono stati distrutti e due sono stati ceduti ad un museo. Nel settembre del 2015 il Cremlino diede il via alla produzione dei nuovi treni della morte. Tatticamente un treno nucleare ha senso perché impossibile da rilevare e quindi da neutralizzare. Utilizzano le stesse automotrici del trasporto civile ed i convogli sono identici a quelli refrigerati in servizio. I nuovi Barguzin avrebbero avuto una potenza devastante. Ogni treno avrebbe ricevuto sei missili RS-24, ognuno in grado di trasportare quattro testate Mirv (verosimilmente Marv dal sesto treno in poi). Ogni convoglio avrebbe quindi lanciato fino a 24 testate termonucleari a rientro multiplo indipendente. Ciò significa che un solo treno avrebbe potuto bersagliare fino a 24 città. A differenza dei precedenti treni, i nuovi Barguzin sarebbero stati in grado di lanciare da qualsiasi punto della sterminata ferrovia russa. L’RS-24 Yars (nome in codice Nato SS-29) è un missile balistico intercontinentale di quinta generazione. È una versione aggiornata del missile balistico Topol-M ed è stato testato ed ufficialmente presentato nel 2007, in risposta all’installazione dello scudo missilistico della Nato in Polonia. L’RS-24 è in grado di colpire bersagli ad una distanza massima di dodici mila chilometri con un errore di 50 metri. E’ uno degli Icbm più veloci del mondo, con un’accelerazione finale di oltre 20 mach.


La prima divisione Barguzin era già in produzione.
Progettati per resistere all’onda d’urto di una testata nucleare, avrebbero dovuto percorrere fino a mille chilometri al giorno alla velocità di 100 chilometri con un’autonomia di un mese. Incerto il destino dei cinque nuovi convogli messi in produzione dal Cremlino che ha garantito fondi per mantenere l’intero supporto logistico operativo. Funzionanti tutte le infrastrutture necessarie, comprese le profonde gallerie dove i treni non possono essere rilevati da qualsiasi forma di ricognizione o distrutti da un attacco nucleare. Ogni divisione su rotaia prevista era formata da cinque treni, ognuno dei quali considerato alla stregua di un reggimento. La stima iniziale prevedeva l’entrata in servizio dei Barguzin entro il 2019, ma è stata inizialmente posticipata di un anno e successivamente cancellata a fronte della situazione finanziaria del paese. Ogni treno nucleare sarebbe rimasto in servizio per venti anni su pattugliamenti di trenta giorni. La Corea del Nord starebbe realizzando dei sistemi lanciamissili mobili a lunga gittata su rotaia. Il programma, supervisionato dalla Commissione Economica Del Nord, rifletterebbe la volontà del leader nordcoreano Kim Jong un che nel marzo dello scorso anno ha evidenziato la necessità di diversificare le capacità di attacco nucleare del paese contro il nemico. Secondo le testimonianze raccolte da Radio Free Asia, il governo avrebbe realizzato sei lanciatori su rotaia. Sebbene il sistema ferroviario del paese sia fatiscente, sarebbero comunque efficaci sotto l’aspetto strategico. La propulsione diesel garantirebbe di operare anche sulle linee non elettrificate ed apparentemente dismesse.

Fonte: http://www.occhidellaguerra.it

 

 

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