Durante questa estate, navigando per il web, ho notato vari articoli che parlavano di questo Orange Pi PC a 15$ e mi sono subito incuriosito ordinandone uno da Aliexpress. All’inizio ero un po preoccupato dato che il pacco veniva dalla Cina e non sapevo se e quando sarebbe arrivato; fortunatamente il pacco è arrivato solo con 4 giorni di ritardo, e stranamente non ho nemmeno dovuto pagare dazi doganali.

 

 

All’interno della scatola, molto simile a quella de Raspberry, troviamo solamente la board senza nemmeno dei foglietti di illustrazione o comunque manuali. La prima cosa che salta all’occhio è la buona qualità di costruzione della board, poichè dato il prezzo mi aspettavo sinceramente di trovare componenti attaccati per grazia divina e saldature precarie, invece mi sono dovuto ricredere.

 

 

La scheda è composta da:

- CPU (ARM Cortex – A7 Quad core- 1.60GHZ) in grado di supportare un buon numero di sistemi operativi, ed inoltre di riprodurre il formato 4K;
- RAM da 1 Gb DDR3, condivisa con la GPU (Mali400MP2 GPU @600MHz);
- 3 porte USB 2.0;
- ricevitore IR;
- microfono;
- porta ethernet da 100 Mbps;
- uscita audio e video combinata in jack da 3,5mm;
- uscita HDMI;
- slot card mini sd;
- interfaccia per camera esterna;
- tasto di accensione.

 

 

Partendo dalla scelta dei componenti devo dire di essere molto soddisfatto perchè per il prezzo offre davvero molto questa scheda: siamo infatti in grado di creare praticamente tutto ciò che possiamo creare con il Raspberry PI ma ad un terzo del prezzo. Infatti già la RAM è molto performante, e permette quindi una maggiore fluidità nell’apertura dei programmi.

L’integrazione del ricevitore IR è davvero una bella idea poichè prima avevamo bisogno di un sensore esterno alla board per poter comunicare con la scheda, ora invece è tutto già incorporato (molto probabilmente avranno pensato al fatto che molte schede vengono usate come home theatre pc, quindi integrare un’interfaccia IR come un telecomando non è una cosa così sbagliata). La presenza di un tasto di accensione, inoltre, facilita le operazioni e rende il processo di avvio un pò più semplice e, a mio parere, più bello.

Ovviamente non mancano le oramai famosissime GPIO di stampo Raspberry, 40 per la precisione, che ci permettono di espandere le funzionalità e creare i nostri progetti (sono quindi compatibili shield create per Raspberry).

Purtroppo qui finiscono i punti a favore e cominciano quelli a sfavore: partendo dalla scelta di riutilizzare un’interfaccia ethernet da 100 mbps, oramai obsoleta, invece dell’ormai standard 10/100/1000 che permetterebbe quindi una funzionalità di tipo Gigabit, utile non tanto alla navigazione internet (difficilmente qui in italia superiamo i 100 Mbps) quanto allo scambio di dati fra board e pc più veloce.

Avrei inoltre pensato ad una porta usb 3.0 per maggiore velocità di trasferimento dati, che molto spesso si usano questi mini pc come NAS (Network Attached Storage) o anche come server di tipo file sharing, ma probabilmente dovevano rimanere dentro il budget. Un’altra cosa che non mi è piaciuta è l’impossibilità di alimentare la scheda via micro usb (è presente una porta ma di natura OTG) e quindi dobbiamo per forza ricorrere al jack di alimentazione.

Passando al lato software qui iniziano i problemi: la procedura di installazione non è così forte e consolidata come quella di Raspberry, ed inoltre alcuni utenti hanno riscontrato che l’unica distribuzione disponibile di Android (e funzionante mi verrebbe da pensare) è in cinese (non molto pratica come soluzione, e spero stiano lavorando per risolvere il problema), oltre al fatto che alcune distribuzioni come XBMC presentano alcuni bug che portano al freeze della board.

E’ stato poi confermato che alcune schede spedite non risultano funzionanti, non permettendo nemmeno il boot della scheda stessa (grande passo indietro e molto probabilmente per sbrigarsi avranno saltato alcune fasi di test secondo me cruciali, vedremo una puntata sulla rubrica di elettronica dedicata proprio a questo).

Infine, ma non meno importante, ho notato una community piuttosto povera con pochi tutorial o supporto dove poter contare in caso di problemi (non è una cosa da sottovalutare dato che se ci troviamo nei guai e siamo fermi non possiamo contare su molta gente e la cosa diciamo non è il massimo), ma spero che successivamente crescerà portando avanti la board ad un livello più alto.

Tirando le somme sono soddisfatto dell’acquisto, non solo perchè mi parte la scheda, ma perchè il prezzo è davvero molto invitante per quello che si ha, e se in futuro verranno risolti i problemi di natura software potrebbe essere davvero il competitore n°1 di Raspberry, ma fino ad allora rimane solo una scelta alternativa.

Alla Prossima!

Fonte: http://www.makeritalia.org

 

 

 

 

 

Orange, la nota azienda rivale di Raspberry, anch’essa responsabile della produzione di una buona schiera di mini PC single-board (ovvero macchine basate su una sola scheda di silicio) ha finalmente reso disponibile la propria ultima trovata: Orange Pi One.

Questo rappresenta una versione ancora più cheap degli ultimi modelli presentati dalla compagnia, quali Orange Pi PC e Orange Pi 2, ma è comunque in grado di dire la propria grazie ad una scheda tecnica di tutto rispetto. Come infatti segnala CNX-Software , Orange Pi One monta un SoC Allwinner H3 quad-core da 1,2 GHz, affiancato da 512 MB di RAM ed uno slot micro SD per lo storage. In termini di dimensioni, poi, la board è davvero piccola: questa misura infatti soli 69 mm x 48 mm, per un peso totale di 36 grammi. Il comparto connettività installato sul corpo della piccola scheda è abbastanza limitato: questo figura infatti solamente una porta USB 2.0, una micro USB per il trasferimento dati (e non per l’alimentazione), slot HDMI per la connessione al monitor ed un’entrata Ethernet 10/100. Non manca poi uno slot di espansione da 40 pin, compatibile con Raspberry Pi.

Sul lato software, alla stregua del proprio predecessore Orange Pi PC, il nuovo Orange Pi One è in grado di ospitare un sistema operativo a scelta tra Android KitKat (4.4), alcune “distro” di Linux come Debian o Ubuntu, oppure altri SO sviluppati per l’universo Raspberry, compatibili dunque con i modelli targati Orange. I sistemi operativi disponibili per Orange Pi One saranno presto scaricabili da questa pagina . Orange Pi One è già disponibile all’acquisto presso il rivenditore cinese Aliexpress , al prezzo di 9,34 € più spese di spedizione (poco più di 3€ per l’Italia). Non avete mai fatto acquisti dalla Cina? Niente paura, potete consultare la nostra guida a riguardo che vi saprà aiutare nella fase d’acquisto.

Andrea Pettinari

Fonte: https://www.ridble.com

 

 

 

 

Se avessimo la necessità di acquistare una single board la nostra scelta ricadrebbe quasi sicuramente sul Raspberry Pi 3. Ma ovviamente le alternative al Raspberry Pi non mancano, infatti per chi volesse un alternativa è possibile trovare soluzioni dalle prestazioni identiche se non superiori.

È il caso del nuovo Orange Pi PC 2, una nuova single board prodotta da un marchio già noto ai più informati.

Decisamente più potente del fratello minore, questo piccolo sistema monta un processore Quad-Core Allwinner H5 (ARM Cortex-A53) con grafica Mali-450, 1GB di memoria RAM e uno storage spandibile via SD a 64 GB.

Vediamo le sue caratteristiche nei dettagli:

- CPU: Allwinner H5 quad core Cortex A53
- VGA: Mali-450MP4
- RAM: 1GB DDR3
- LAN: Gigabit Ethernet
- USB: 2x USB 2.0 slots, 1x USB OTG
- Slot: Micro SD card slot (up to 64GB)
- I/O: HDMI out, 3.5mm audio in/out jack
- Purtroppo dobbiamo fare a meno del Wi-Fi e del bluetooth

L'azienda ha intenzione di offrire versioni di Android, Ubuntu, Debian e Raspbian, compatibili con il dispositivo.

Orange Pi PC 2 sarà disponibile a breve e costa 20 dollari, un prezzo che possiamo definire piuttosto buono. Se siete interessati all'acquisto possiamo trovare l’Orange Pi PC2 su Aliexpress al prezzo di 19.98 $ con un costo di spedizione verso l'italia attorno ai 24$. (..)

Fonte: http://www.miamammausalinux.org

 

 

Per accedere al sistema operativo ricordate che, come utente, sia l'username utente che la password sono la parola orangepi . Per cambiare la password di root (amministratore) aprite un terminale e digitate il comando sudo passwd root , inserite prima la password utente e poi la nuova password che avete scelto come root, ripetendola due volte.

 

 

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