La storia di Bice Garzoni, assunta nel 2002, come impiegata, in un’azienda privata di emodialisi, in provincia di Caserta. Dopo poco tempo però, viene sempre più isolata sul posto di lavoro, maltrattata, offesa, umiliata, in special modo da un collega. Una serie di violenze psicologiche che Bice ha tentato più volte di denunciare anche ai vertici del centro ma non ha mai avuto risposte. Fino a quando, due anni fa, ha deciso di licenziarsi. Bice ha dovuto scegliere tra la sua vita e il lavoro. Quest’ultimo era indispensabile perché, vivendo con un figlio di 25 anni, aveva ed ha bisogno di soldi per sopravvivere. Bice, che aveva già problemi di salute abbastanza gravi, per via dello stato d’ansia e di forte pressione che viveva quotidianamente ha subìto un delicato intervento al cuore. Ha rischiato la vita. Per fortuna, ci racconta, qualcuno in lei ha creduto, l'Ugl. Ed ecco il legame con la storia precedente: Alessandra Cirelli, divenuta ormai sindacalista ha seguito e continua a seguire con attenzione la sua storia. Ora anche Bice chiede giustizia.

 

 

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