Ecco delle informazioni su come si possano utilizzare i Raspberry PI, oppure schede similari, per costruire supercomputer (limitati) a basso costo. Ovviamente serve anche conoscere Linux e la programmazione in parallelo, ecco una pagina web utile in merito. Questi "computer cluster" posso essere usati per la ricerca scientifica, per "minare" i BitCoin (senza troppe pretese), per le aziende e per altri scopi.

 

 

 

 

 

Il supercomputer Titan, il più veloce nel mondo fino al 2013, costa circa 60 milioni di dollari. Con 18688 nodi, Titan è in grado di eseguire prestazioni fino a 17,59 petaflop al secondo, i che significa 10 seguito da 15 zeri. Al secondo.

La supercapacità di Titan sono affidate al calcolo parallelo su schede grafiche. Già dividere i calcoli tra due core sul dispositivo su cui sto digitando è una sfida enorme, immaginatevi collegare due nuclei per raggiungere le abilità computazionali di Titan.

Ma non è detto che sia impossibile: ecco a voi Tiny Titan, una versione in miniatura del bestione dell'Oak Ridge National Laboratory. Ha soltanto 9 processori single-core, e sicuramente il calcolo dei cambiamenti climatici non è il suo scopo, ma è una buona dimostrazione del profondo parallelismo con il supercomputer che imita. Il suo potere di calcolo sarà ancora più potente quando il successore di Titan, i cui finanziamenti sono stati recentemente annunciati dal Department of Energy, apparirà sulla scena nel 2018 con un potere computazionale 5 volte più potente.

"Usando una simulazione fluida interattiva i processori di Tiny Titan lavorano assieme per animare onde di particelle colorate," ha affermato Troy rummler. "Quando le particelle individuali fluiscono sul monitor passano da un processore all'altro, cambiando il colore sullo schermo in corrispondenza a un LED su uno dei core corrispondenti. Spegnendo uno o più dei core, azione permessa dal programma, si dà un carico di lavoro maggiore sui core rimanenti e il programma risulta rallentato."

E potete farlo a casa vostra. Il team di Oak Ridge ha messo a disposizione i piani e i codici sulla pagina Github, con la speranza che i Tiny Titan vengano adottati come strumenti d'insegnamento nelle scuole. Sono necessari nove Rasberry Pi da 40 dollari l'uno, cavi e port per connetterli e un controller Xbox.

Fonte: https://motherboard.vice.com

 

 

 

 

 

 

 

Le esigenze tecniche di un ricercatore possono essere molto varie, ed un supercomputer a basso costo per il personale è molto allettante. Boise State University aveva avviato "Beowulf", basato su processori Xeon in parallelo. Ma l'elevato costo, la possibilità di tempi di inattività e determinati processi burocratici hanno condotto il ricercatore Joshua Kiepert a creare il suo Beowulf basati con computer Raspberry Pi. In altre parole, il RPiCluster funziona come un supercomputer, ad un costo simile a un normale computer desktop.

Non è la prima volta che abbiamo incontrato il concetto di un supercomputer basato su sistemi Raspberry Pi. Alcuni dei nostri lettori ricorderanno probabilmente il progetto dell'Università di Southampton, che utilizzava un totale di 64 unità. Capisco che alcuni preferiscono mettere in discussione l'applicazione della parola "supercomputer" quando il Raspberry Pi è coinvolto, ma ad un costo di 35 $ per unità sviluppare un sistema con un alto livello di parallelismo diventa molto più fattibile. In questa occasione, il Raspberry Pi e' coinvolto da un'altra università, la Boise State. Ora esiste ciò che è noto come "Beowulf", composto di identico computer connessi tramite una rete LAN. Il "Gruppo Di Beowulf" dell'Università è composto da 32 nodi, ciascuno di essi basato su un processore Intel Xeon E3-1225 (quad - core), con una frequenza di 3.1 GHz e 8 GB di RAM. L'hardware dovrebbe essere sufficiente per realizzare qualsiasi progetto, superando il problema degli alti costi.

Fonte estera: https://www.raspberryshop.es

Tradotto in italiano dal Webmaster del portale Ogigia, aiutandosi con Google Traduttore.

 

 

 

 

 

 

 

 

Con il Raspberry Pi si può proprio fare tutto, anche un supercomputer. I vari esperimenti con il mini computer da 35 dollari fatti finora impallidiscono davanti a quello condotto dal professor Simon Cox e da un team di ingegneri dell'università di Southampton.

Soprannominato "iridis-Pi", questo singolare server è collegato a un unico connettore principale da 13 Ampere e sfrutta MPI (Message Passing Interface) per mettere in comunicazione i nodi attraverso la connessione Ethernet. Iridis Pi sfrutta in totale 64 processori e 1 Tb di memoria, ripartiti in 64 schede SD da 16 GB ciascuna, una per ogni Raspberry Pi montato nella complessa architettura.

Il partecipante più piccolo è stato James Cox, il figlio di sei anni del capo progetto, che insieme a Richard Boardman, Andy Everett, Steven Johnston, Gereon Kaiping, Neil O'Brien, Mark Scott e Pergamena Oz ha assemblato quello che probabilmente potrebbe essere il supercomputer più economico della storia: 2500 sterline, escluso lo switch.

L'unico ostacolo che hanno dovuto superare Cox e soci è stato reperire un numero sufficiente di Raspberry Pi, come molti dei nostri lettori sanno bene. Una volta risolto in problema il team li ha collegati tra loro e ha "installato tutto il software necessario, che è stato sviluppato internamente partendo da una distribuzione Debian Wheezy" come ha spiegato il professor Cox. Tutti i passaggi sono pubblicati su un'apposita pagina web in modo che chiunque voglia cimentarsi possa replicare l'esperimento o migliorarlo.

Qualcuno si starà chiedendo quale sia stato l'apporto del piccolo James: è stato fondamentale, perché con i suoi Lego ha costruito il progetto dell'assemblaggio seguendo le linee guida stabilite con il padre. Inoltre Simon e James si sono cimentati durante l'estate con i linguaggi di programmazione Python e Scratch per i test preliminari. In particolare, per lo sviluppo del codice è stato usato il plugin gratuito Python Tools for Visual Studio.

Il professor Cox ha spiegato nel comunicato ufficiale che il suo gruppo vede "questo sistema a basso costo come punto di partenza per stimolare gli studenti, ed al contempo di consentire loro di usarlo per eseguire calcoli ad alte prestazioni e gestire dati".

Il più entusiasta dei partecipanti è stato senza dubbio James, che ha definito il Raspberry Pi "molto divertente", e sembra incredibile che un bambino della sua età possa usarlo, compilare programmi per computer o giocarci. Tutti a comprare scatole di Lego e via con la progettazione! 

Fonte: https://www.tomshw.it

 

 

 

 

 

 

 

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