Non esiste un livello sicuro per quanto riguarda l’assimilazione dell’alcol secondo un nuovo studio apparso su The Lancet. Lo studio, oltre a sottolineare il preoccupante dato per quanto riguarda i decessi a livello mondiale attribuito all’abuso di alcol (solo nel 2016 se ne sarebbero verificati quasi 3 milioni), non fa distinzione tra le varie tipologie di bevande alcoliche, ad esempio tra vino, birra o liquori. Secondo la dottoressa Emmanuela Gakidou, dell’università di Washington, autrice dello studio, i rischi per la salute associati all’utilizzo di alcol risultano ancora enormi: “Le nostre scoperte sono coerenti con altre ricerche recenti, che hanno trovato correlazioni chiare e convincenti tra consumo di alcol e morte prematura, cancro e problemi cardiovascolari: nessun consumo di alcol riduce al minimo il rischio complessivo di perdita di salute”. Secondo lo studio a livello globale ci sono più di 2 miliardi di persone bevitori abituali, di cui il 63% di sesso maschile. Tuttavia il consumo medio (stabilito a 10 g di alcol puro al giorno, equivalenti ad un bicchierino di vino rosso o ad una lattina di birra) varia notevolmente da paese in paese. Per quanto riguarda le zone del mondo, infatti, nel 2016 otto dei primi 10 paesi con più passo tasso di consumo di alcol erano situati in Medio Oriente: Kuwait, Iran, Palestina, Libia, Arabia Saudita, Yemen, Giordania e Siria. Gli altri due erano le Maldive e Singapore.

Fonte e link: https://notiziescientifiche.it

 


 

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